Napoli, tifosi "torturati" con la solita frase tormentone dei giocatori. E basta!
Quando si vive un momento difficoltà e i risultati positivi sono scadenti, ormai il mantra è sempre lo stesso. Educato, certo, ma sterile e barboso.

Viviamo in un'epoca dominata dall'intelligenza artificiale, dove la linea che separa il reale dal virtuale si fa ogni giorno più sottile. Tuttavia, si potrebbe pensare che almeno nelle conferenze stampa ci vadano ancora calciatori in carne e ossa, non avatar o modelli generati da qualche algoritmo.
A meno che De Laurentiis non abbia deciso di investire in tecnologie d'avanguardia, stile Elon Musk con le sue creazioni per Tesla. In quel caso, si spiegherebbe come mai certi giocatori sembrano programmati per ripetere le stesse, identiche frasi. Perché, diciamocelo chiaramente: ogni volta che il Napoli attraversa un momento difficile, il ritornello è sempre lo stesso: "Dobbiamo fare di più". Un'espressione talmente abusata da aver perso ogni significato, una formula automatica che serve solo a evitare di affrontare davvero le criticità. I tifosi, però, meritano la verità, non un messaggio prefabbricato da conferenza stampa.
Lo ha fatto anche Giovanni Di Lorenzo dopo la sconfitta contro il Bologna: parole educate, certo, ma ormai svuotate di sostanza. Basta! Questa frase è diventata il simbolo della distanza tra chi scende in campo e chi sostiene la squadra con sacrificio e passione per novanta minuti.
E forse, il problema non è solo dei giocatori, ma anche di chi siede di fronte a loro. Perché molti di coloro che partecipano alle conferenze non si fanno realmente portavoce dei tifosi, limitandosi a domande di circostanza pur di non scontentare nessuno.
Il risultato? Un copione che si ripete, sterile e prevedibile, dove il calcio perde la sua verità più autentica: quella delle emozioni sincere.
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