Berruto: "Negato minuto di silenzio in Supercoppa per morte Agroppi, nulla succede per caso"
L'Onorevole Berruto ha parlato della questione degli stadi italiani e si è soffermato anche sulla Supercoppa tenuta in terra araba.

Su Radio CRC è intervenuto l’On. Mauro Berruto, responsabile dello sport del PD, per parlare dell'attualità del calcio italiano: "Non credo che l’Arabia sia il centro del mondo. Credo che stia cercando in maniera sempre più esplicita ed efficace, di mettere in azione questa forma di politica che si chiama sport washing".
"Si tratta del ripulirsi la coscienza attraverso lo sport e gli eventi sportivi. Il problema è quando “ci cascano” coloro che affidano a questi paesi eventi sportivi in cambio di denaro, com’è successo con la Supercoppa. Io feci un’interrogazione sul tema quando ci fu la formalizzazione del contratto ed ottenni anche una risposta dal Ministro in quel caso. Oltre a ribadire che la Lega è un consorzio di privati che può decidere in autonomia rispetto al Governo, si entrò anche sul tema dell’alfabetizzazione democratica e dell’opportunità che attraverso queste manifestazioni avremmo avuto per aiutare questi paesi a migliorare le condizioni relative a diritti civili ed umani. L’azione politica la feci all’inizio. Purtroppo registro un certo silenzio sul tema soprattutto a livello politico. La Lega da qualche anno è alla ricerca di questi soldi e li cerca in due settori e temo che potrà riuscirci in entrambi i casi. Il primo è questo, quindi il subappalto di eventi sportivi che si affidano a questi paesi".
"Il secondo è la rivisitazione del comparto scommesse sportive, ritornando alla possibilità di pubblicità delle scommesse sulle maglie o sulla cartellonistica dello stadio. Non faccio riferimento a ciò che hanno fatto le squadre in campo, perché questa Supercoppa io non la guardo. Ma lo spettacolo offerto, in relazione all’ambiente, mi sembra coerente con un meccanismo ormai consolidato di trasformazione del tifoso in cliente. Questa strategia credo che nel medio-lungo periodo, però, sia perdente. Stadio a Napoli? Non entro nel dettaglio della situazione di Napoli. Il tema delle infrastrutture calcistiche risale a due momenti storici: il fascismo, molti stadi risalgono a quell’epoca lì, ed Italia ’90".
"Dunque due epoche molto lontane dall’attualità. Per questo motivo non c’è dubbio che serva, a livello nazionale, una strategia per rivedere quale sia il progetto migliore per avere degli stadi belli ed all’altezza, come succede in molte altre parti d’Europa. Il Ministro purtroppo da molto tempo ha perso qualsiasi volontà di confronto, con tutte le forze che non sono di Governo. Nulla succede per caso: se n’è andato Aldo Agroppi il giorno in cui è iniziata la Supercoppa e gli è stato negato il minuto di silenzio, in virtù di quel calcio di cui parlavamo ed in cui non ci riconosciamo. In pochi giorni se ne sono andati il più grande aedo della storia del Torino, Gianpaolo Ormezzano, ed uno dei più grandi interpreti come calciatore della storia granata". Ha concluso Berruto.
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