Simeone si promette a una squadra: "Non dipende da me, ma penso che in futuro la allenerò"

Diego "El Cholo" Simeone allena da quattordici anni l'Atletico Madrid, ma presto potrebbe intraprendere una nuova avventura.
Ci sono allenatori che incarnano un'idea, un'identità, persino una città. Diego "El Cholo" Simeone è uno di quelli. Da quattordici anni siede sulla panchina dell'Atletico Madrid, un regno costruito con sudore, carattere, fedeltà assoluta al suo modo di intendere il calcio.
Una durata così lunga, nell'era dei licenziamenti lampo, è già di per sé un monumento. Eppure il tempo, anche quello degli allenatori-mito, prima o poi chiede il conto. E negli ultimi mesi, per la prima volta, attorno al Cholo è affiorata la sensazione che un ciclo così irripetibile possa finalmente avvicinarsi al suo tramonto naturale. Non per logoramento, ma per un fisiologico bisogno di nuove sfide.
È in questo contesto che le parole pronunciate alla vigilia della sfida di Champions contro l'Inter assumono un peso diverso. Alla domanda più attesa, Simeone non ha eluso, non ha schermato, non ha dribblato: ha lasciato cadere una verità che sembra più una promessa. "Se mai allenerò l'Inter? Non dipende da me, ma nel cammino di lavoro che avrò… io penso di sì", riferisce l'argentino.
Perché l'Inter, per il Cholo, non è una squadra qualunque: è un luogo dell'anima, un pezzo fondamentale della sua carriera da giocatore, è grinta, appartenenza, conflitto e cuore.








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