Pirlo: "Per dirla alla Inzaghi, mentre ca*avo trovai l'ispirazione e scoprii la maledetta"
"La magia che stavo inseguendo non dipendeva dal punto in cui colpivo la sfera", racconta Pirlo nel suo libro.

“La mia fonte d’ispirazione sulle punizioni è Juninho Pernambucano", ha ribadito Andrea Pirlo nel libro "Penso quindi gioco". "L’ho studiato, ho raccolto dvd e vecchie fotografie delle sue partite. Calciava in maniera incredibile ma particolare, all'inizio non capivo il metodo".
"Andavo in campo e provavo a imitarlo, ma senza risultati... Ho fatto esperimenti per settimane e settimane, ma l’ispirazione giusta è arrivata mentre... ca*avo. Inzaghi dice che la concentrazione massima si raggiunge in quei momenti: sarà poco romantico, ma è andata esattamente così. La magia che stavo inseguendo non dipendeva dal punto in cui colpivo la sfera, ma dal come: Juninho non la prendeva con tutto il piede, bensì con sole tre dita.
"Il giorno dopo sono andato prestissimo a Milanello e senza togliere nemmeno i mocassini ho cominciato a provare. Fu subito un tiro perfetto. Finalmente avevo battuto il fantasma di Juninho". Senza saperlo, eccola, la "maledetta". Fonte d'ispirazione di Andrea Pirlo e tanti altri battitori, Juninho Pernambucano era l'incubo dei portieri che lo affrontavano. Per tanti - scrive Romanzo Calcistico - è il miglior battitore di punizioni della storia del calcio (79 i gol su punizione, primo posto assoluto): impossibile non ricordare quelli in Champions League - calciati praticamente da casa sua - contro Real Madrid, Barcellona e Bayern.








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