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Bologna-Milan si deve giocare a tutti i costi. Qualcuno ci spiega il perché?


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Pubblicato nella sezione Campionato
Bologna-Milan si deve giocare a tutti i costi. Qualcuno ci spiega il perché?
© foto di Image Photo Agency

Vogliono per forza far giocare la gara Bologna-Milan, la logica dei poteri vince anche sul dolore e sul buonsenso.


Con donne e uomini a lottare per rimettere in piedi una parte della città; con persone che proprio nelle immediate vicinanze dello Stadio Dall’Ara hanno perso auto, risparmi, attività, case. Con persone che hanno perso tragicamente la vita, le scuole che si fermano, le aziende che incrementano lo smart working, con il cuore dei bolognesi dilaniato da una vicenda drammatica… oggi dobbiamo apprendere che ancora una volta la logica dei poteri vince anche sul dolore e sul buonsenso, per cui in un modo o in un altro Bologna-Milan “si ha da giocare”.

Le risposte che ci arrivano al nostro interrogativo, piccato e anche sdegnato, sul perché si debba giocare necessariamente, ci lasciano francamente perplessi. Risposte politiche in merito alla facoltà del Sindaco di Bologna di poter prendere una decisione in merito all’annullamento senza prima aver sentito il Prefetto. Oppure, ancora peggio, motivazioni legate al calendario fittissimo in virtù del quale ci sarebbe stata una data per il recupero solo a febbraio. Per motivi di ordine pubblico era evidente che non si potesse e, a prescindere, non si dovesse giocare al Dall’Ara, si parla di campionato falsato da un eventuale rinvio, mentre anche nel recente passato abbiamo assistito a compromissioni della regolarità del Campionato ben più gravi. 


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Risposte al nostro interrogativo, che è quello di tutti coloro che sono dotati di un sano senso di civismo e di rispetto, non arriveranno. Vogliono che si giochi a tutti i costi e addirittura in campo “neutro” a Como (47 km da Milano) e questo non falserebbe la regolarità del Campionato? Per non parlare della ipotesi di disputarla a porte chiuse proprio al Dall’Ara, in barba alla sensibilità di un territorio dilaniato nelle ultime ore, che costituirebbe un evento non senza la gente di Bologna, ma contro la gente di Bologna, dimostrazione ulteriore della incolmabile distanza che ormai c’è tra la gente e le istituzioni. Oltretutto al danno si aggiunga anche la beffa, visto che l’eventuale consistente somma derivante dall’incasso della gara a favore del Milan sarebbe stata devoluta in favore degli alluvionati.

Ma invece no, il circo deve andare avanti, lo scempio nei confronti di una città in ginocchio costituisce situazione imbarazzante e grave precedente che testimonia ulteriormente come il calcio abbia imboccato un sentiero di non ritorno e di non cultura, il tutto risolvibile con quell’inutile, insufficiente e ipocrita minuto di raccoglimento prima di una gara che non avrebbe alcun senso giocare. Venghino signori venghino, la carovana sta partendo, per citare un vecchio adagio.


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Alessandro D'Aria
Match Analyst e Football Data Analyst certificato ed abilitato alla professione. Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Campania, a fine anni '90 ha seguito da vicino il Napoli, sia Primavera che prima squadra.

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