Ziliani: "Prova tv fatta sparire: c'entrano Agnelli e Marotta, scagionò anche Zalayeta del Napoli"
Paolo Ziliani del Fatto Quotidiano attraverso il suo profilo X ha messo in evidenza un retroscena sull'abolizione della prova televisiva per i simulatori.

Il giornalista Paolo Ziliani, attraverso l'intervento sul suo profilo X, ha detto la sua sugli episodi arbitrali che negli anni hanno fatto molto discutere, rivelando un retroscena sull'abolizione della prova televisiva, per volere di Andrea Agnelli e dell'ex dirigente bianconero Marotta.
Il giornalista sportivo del Fatto Quotidiano, ha evidenziato: "Indovinello. Sapete quando fu fatta sparire la prova tv che puniva i simulatori? Quando squalificò per 2 giornate Krasić (Juventus): Agnelli parlò allora di "violenza mediatica" e Marotta di "decisione fortemente iniqua". Correva l'anno 2010 e lo strumento messo a disposizione del giudice sportivo funzionava benissimo: punì Adriano per una simulazione in Roma-Inter, scagionò Zalayeta (Napoli) che era stato ingiustamente sanzionato contro la Juventus, ma quando fece squalificare il bianconero Krasić che si procurò un comico rigore in un Bologna-Juve Agnelli e Marotta fecero il diavolo a quattro e Krasić fu l'ultimo tuffatore (truffatore) ad essere punito. Qui in esclusiva tutta la storia dell'ennesimo scandalo del campionato col verme".
Inoltre, aggiunge altri dettagli: "Iaquinta sbagliò poi la trasformazione del rigore e Bologna-Juventus finì 0-0, e ricordato che l’arbitro che assegnò il penalty per l’esilarante tuffo di Krasic in area rossoblu era Andrea De Marco, nientemeno che uno dei funzionari AIA che Rocchi oggi è solito spedire a “Open VAR”, la trasmissione di DAZN in cui proprio ex arbitri del calibro di De Marco spiegano a tutti le regole del gioco e come farle rispettare, è il caso di rammentare che erano, quelli, gli anni in cui per arginare la piaga dei simulatori e dei cascatori era stato introdotto - essendo il VAR ancora di là da venire - l’uso della prova televisiva: in base alla quale il giudice sportivo poteva decidere, in caso di immagini inoppugnabili e inequivocabili, di squalificare i tuffatori, o meglio i truffatori al fine di scoraggiare questo odioso comportamento antisportivo".
"Qualche anno prima del rigore di Krasić, il 5 ottobre 2003, sempre in un Juventus-Bologna un tuffo di Zambrotta che non era stato nemmeno sfiorato dai difensori rossoblù - come lo stesso Zambrotta avrebbe ammesso a fine gara - venne punito col rigore dall’arbitro Paparesta: Trezeguet realizzò dal dischetto e la Juventus vinse la partita, una delle tante dell’era “moggiana”, 2-1. L’ingiustizia era tale che Carlo Nesti decise di aprire il suo servizio per “90° Minuto” mostrando l’azione che aveva completamente falsato l’esito dell’incontro...". Ha concluso Ziliani.
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