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Capello: "Mi uccise in quel momento, riuscii solo a dirgli che era un figlio di p**na"

Fabio Capello, ex allenatore, ha rilasciato un'intervista al Mundo Deportivo dove ha raccontato un'incredibile retroscena sulla sua carriera.


Lorenzo VallettaLorenzo VallettaGiornalista

09/03/2025 20:17 - Interviste
Capello: Mi uccise in quel momento, riuscii solo a dirgli che era un figlio di p**na

Noto per essere stato un giocatore e allenatore che ha vinto tanti trofei nel corso della sua carriera, Fabio Capello si è dedicato ora alla vita da opinionista che sta svolgendo a Sky Sport. Tra l'altro, ha rilasciato un'intervista al Mundo Deportivo dove ha rivelato un'incredibile retroscena della sua avventura sulla panchina del Real Madrid.


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Ecco le sue parole: "Per me la cosa più importante, la prima parola che usciva sempre dalla mia bocca quando entravo nello spogliatoio, non era difesa o attacco, ma rispetto. Il rispetto prima di tutto Tutti abbiamo problemi, tutti possiamo lamentarci, ma il rispetto per le persone che lavorano nel club, per lo staff e per i nostri colleghi è alla base di tutto. Non volevo ritardi, non volevo brutti gesti, non volevo che fossero sovrappeso. Da quel momento in poi, per me esistono solo il campo e l'allenamento".


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"Non mi interessa come ti chiami. Ho preso questo stile da Helenio Herrera, che diceva sempre che si gioca come ci si allena. Ma da quel momento in poi, quando facevano la doccia e tornavano a casa, ognuno era libero di vivere la vita che desiderava".

Poi racconta di aver ricevuto una soffiata sul comportamento di tre calciatori: "Il mio primo litigio con loro è avvenuto perché avevo portato via loro la bottiglia di vino dai pasti. Protestarono, negoziammo e mi chiesero di lasciargli almeno bere una birra prima di cena. Ho detto di sì. Ma il momento più forte emotivamente è stato quando è venuto un dirigente e mi ha dato i nomi di tre giocatori che erano usciti quella sera. Eravamo in un momento chiave, stavamo recuperando punti sul Barcellona e mi sono arrabbiato molto".

"Il giorno dopo raduno tutta la squadra prima dell'allenamento e inizio a rimproverarli: 'Ci sono alcuni giocatori qui che non sono sportivi seri, vi piace troppo fare serata, non vi interessa vincere e questo non può essere, perché è irrispettoso verso il resto. Tu, tu e tu non potete continuare con noi'".

Capello indicò i tre calciatori che sarebbero finiti fuori rosa, ma a quel punto avvenne qualcosa che non si aspettava: "Si fa avanti Fernando Hierro e dice: 'Mister, lasci perdere, eravamo tutti lì'. Mi ha ucciso, tutto quello che sono riuscito a dirgli è stato: 'Sei un figlio di p**na'. Poi siamo andati ad allenarci come se nulla fosse accaduto…". Del resto, se Don Fabio aveva fama di sergente di ferro, Hierro poteva parlare dall'alto di uno status che a fine carriera gli avrebbe fatto contare in bacheca cinque Liga e tre Champions tra i tanti trofei vinti. Un confronto tra due persone abituate a non abbassare lo sguardo".


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Lorenzo VallettaLorenzo Valletta
Classe 1997, è il rampollo più giovane della famiglia di AreaNapoli.it. Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Campania, ha giocato a calcio a livello agonistico ed è tifosissimo del Napoli.
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