Boniek: "Platini buono e onesto, ha subito un'ingiustizia. Boniperti chiamava mia moglie..."

In un'intervista al Corriere della Sera l'ex attaccante Zbigniew Boniek ha raccontato alcuni retroscena sui suoi trascorsi alla Juventus.
Zbigniew Boniek è stato uno delle leggende della Serie A degli anni ottanta. I tifosi della Juventus e della Roma lo ricordano ancora con affetto. Anche se con i sostenitori bianconeri il rapporto sembra essersi incrinato dopo alcune dichiarazioni dell'ex attaccante polacco.
Boniek ricorda la Juventus di una volta
Intervistato in esclusiva da Il Corriere della Sera, Boniek ha ricordato gli anni vissuti in maglia bianconera: "Era piena di campioni veri che hanno fatto la storia del calcio, Vialli, Baggio. Ora vedo buoni giocatori. La nostra Juve era diversa, Boniperti chiamava mia moglie: tutto bene, signora? Dica a suo marito che deve tagliarsi i capelli. Oggi è come le altre squadre. Una volta qualsiasi società che voleva vendere un giocatore chiamava la Juve. Quando vinse uno scudetto, Andrea Agnelli scese in campo e parlò ai tifosi davanti a tre microfoni, l’Avvocato si sarà rigirato nella tomba. Non è un gesto sbagliato in sé, solo che lo fanno tutti. Ma non voglio parlare male di nessuno".
Poi la risposta alle critiche dei tifosi bianconeri: "Alla mia epoca c’era grande rivalità e certi ultrà bianconeri hanno detto che io non sono più un ex juventino. Io dico: se mi mostrate un solo articolo in cui, tolti Moggi e Giraudo, parlo male della Juve, do 1000 euro in beneficenza".
Chiusura di Boniek sul rapporto con Michel Platini: "Eravamo solo due stranieri, totalmente diversi. Io parlicchiavo francese, le nostre mogli diventarono amiche. Michel ha subito un’ingiustizia alla Uefa, travolto dallo scandalo, lui è una persona onesta, brava, buona".






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