Come affrontare la Lazio di Sarri: il "piano gara" perfetto per il Napoli
Analizziamo la Lazio di Maurizio Sarri e quello che potrebbe essere il piano gara del Napoli per avere la meglio della compagine capitolina.

Quando il 3-4-2-1 di Conte incrocia il 4-3-3 di Sarri, la partita non è solo una sfida di sistemi, ma una collisione di dogmi: verticalità feroce contro controllo posizionale, aggressione dell’uomo contro occupazione dello spazio. Il piano gara del Napoli contro la Lazio deve essere tanto ideologico quanto chirurgico. Cerchiamo di individuarlo.
Come affrontare la Lazio di Sarri
Obiettivo principale del Napoli dovrà essere quello di spezzare il ritmo sarriano, negare le connessioni centrali e provare a trasformare ogni recupero di possesso in una transizione letale. D’altra parte, rischio principale, da evitare per gli uomini di Conte, è quello di abbassarsi troppo e concedere alla Lazio il palleggio “a elastico” che porta a isolare i quinti.
FASE DI NON POSSESSO: TOGLIERE OSSIGENO AL 4-3-3
Conte, come d’altronde in altre gare recenti, non presserà alto in modo costante, ma a intermittenza programmata, con il più classico dei pressing selettivi. Hojlund oscurerà il mediano laziale Cataldi, mentre i due trequartisti Elmas e Neres si alzeranno in diagonale sui centrali difensivi bianco-celesti per indurre l’uscita laterale. E’ a questo punto, non appena il pallone va sul terzino, che scatta la trappola (TRIGGER): il quinto aggressivo, il trequartista lato palla in raddoppio interno e il braccetto pronto a uscire sull’esterno alto. Risultato? Palla lunga forzata o recupero alto. In questa dinamica la chiave è quella di non permettere mai alla Lazio di uscire centralmente con il classico rombo di Sarri (centrale–mediano–mezzala).
BLOCCO MEDIO COMPATTO, NON BASSO
Ma cosa accade se la pressione iniziale è superata? Il Napoli si dispone in un 5-2-2-1 corto (max 25–30 m), con i due mediani strettissimi, quasi a formare un doppio schermo davanti ai tre centrali, con l’obiettivo di togliere le linee di passaggio tra le mezzali e l’esterno alto, costringendo la Lazio a giocare fuori, ma senza profondità. In ogni caso l’errore da evitare assolutamente è quello di una difesa schiacciata sull’area, visto che le squadre di Sarri vivono di riaggressione e secondi palloni.
FASE DI POSSESSO: COLPIRE LE CREPE STRUTTURALI DEL 4-3-3
Contro il sistema 4-3-3 i tre centrali del Napoli hanno sempre un uomo libero, e la Lazio presserà con un solo riferimento centrale, Noslin opuure Castellanos. Per questo motivo una indicazione chiara che Conte darà ai suoi sarà orientata alla costruzione bassa e paziente, attirando la prima pressione per poi verticalizzare immediatamente dietro la mezzala in uscita.
Ma il vero punto debole del sistema di Sarri è noto:
terzini alti coniugati con mezzali aggressive, finiscono per creare spazio laterale alle spalle. Contro questo tipo di struttura, i meccanismi chiave del nuovo Napoli, potrebbero andare a nozze. Quinto largo e profondo, trequartista che attacca il mezzo spazio interno, punta che porta via il centrale lato palla. È qui che il Napoli deve fare male, con cross bassi, tagli sul primo palo, seconda palla per l’altro trequartista.
TRANSIZIONE OFFENSIVA: LA VERA ARMA
Ogni recupero per gli uomini di Conte deve diventare una sentenza, con il primo passaggio sempre in avanti, mai laterale. La Lazio è vulnerabile quando perde palla con mezzali alte, terzino aperto e mediano isolato. Il 3-4-2-1 è perfetto: 3 uomini già dietro la linea della palla, 3 riferimenti immediati per attaccare la profondità.
LE 10 CODIFICHE DI SARRI E LE RELATIVE CONTROMISURE DI CONTE
In buona sostanza si affrontano il fautore di un calcio posizionale altamente codificato e uno stratega pronto a cambiare pelle in corso d’opera per decodificare e neutralizzare la struttura tattica dell’avversario. Ecco le principali 10 codifiche di Sarri e le possibili relative contromisure di Conte.

CONCLUSIONE
Il Napoli di Conte non deve “battere” la Lazio di Sarri sul piano del gioco, ma deve letteralmente provare a sabotarlo.
Rallentare, spezzare, verticalizzare. Ogni azione deve sembrare sporca, ma portare sempre la palla verso la porta. Se Sarri cerca l’armonia, Conte deve cercare di imporre il rumore.
Ed è nel rumore che questo tipo di partita si può vincere.
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