Alla scoperta della Cremonese: neo-promossa con il cinismo di una grande
Analizziamo la Cremonese, la squadra lombarda è la rivelazione dell'attuale campionato di Serie A. Sfiderà il Napoli nella 17esima giornata.

La Cremonese di Davide Nicola è un progetto tattico che ha rapidamente conquistato rispetto e attenzione nella Serie A 2025/26, soprattutto per una capacità di mettere insieme solidità difensiva, organizzazione e un’identità chiara nonostante i limiti di rosa tipici di una neopromossa.
Alla scoperta della Cremonese
Sul piano strutturale, Nicola predilige un impianto di base con tre difensori centrali — uno specchio delle sue esperienze precedenti — capace di fornire un equilibrio dinamico tra copertura e densità in mezzo al campo. La transizione naturale di questa disposizione è quella di un 3-5-2 che, nella fase di non possesso, si trasforma in un 5-4-1 molto compatto, con i due esterni di centrocampo che abbassano la linea e stringono verso il centro per erigere una barriera difficile da perforare.
In costruzione, la Cremonese mantiene i principi della progressione paziente ma organizzata: i terzi di difesa (i centrali nel trio) cercano linee di passaggio corrette con i centrocampisti centrali, mentre i wing-backs (esterni) sono chiamati a dare ampiezza e alternanza di gioco. Questa struttura rimane abbastanza fluida da consentire transizioni rapide sugli esterni o verticalizzazioni improvvise verso le due punte — spesso con un baricentro medio-basso ma propositivo quando le condizioni lo permettono.
La filosofia di Nicola non è dogmatica, ma pragmaticamente adattiva: anche se l’ossatura del sistema è chiara, il tecnico piemontese ha sottolineato come la gestione degli spazi in costruzione e in difesa resti cruciale, invitando i suoi a variare tra fasi a tre, quattro o cinque dietro in base alle differenti esigenze della gara e degli avversari.
Questa elasticità tattica è accompagnata da una forte disciplina collettiva: i compiti difensivi sono condivisi con ritmo e intensità, e la squadra tende a concedere poco nelle zone centrali, costringendo l’avversario ad allargare il gioco verso cross o combinazioni esterne. Allo stesso tempo, la manovra offensiva non disdegna movimenti in ampiezza e triangolazioni strette per creare superiorità numerica nei corridoi laterali o liberare spazio per le due punte.
Un altro tratto distintivo di questa Cremonese — e un riflesso dell’approccio tattico di Nicola — è la gestione della panchina: il tecnico si è più volte distinto per un impatto significativo dei cambi, con risorse fresche che spesso forniscono contributi decisivi in zona gol o nell’equilibrio della partita. Questo elemento non è secondario in una squadra che, per risorse ed esperienza, deve massimizzare ogni occasione utile.
NEO-PROMOSSA SI’, MA CON TANTE FRECCE AL PROPRIO ARCO
Un campionato oltre ogni rosea previsione quello della Cremonese, reso tale anche per alcune individualità di spicco, con giocatori con notevole impatto ed esperienza, spesso nei ruoli chiave, ma anche elementi capaci di incidere subentrando dalla panchina.
In attacco, Jamie Vardy, arrivato come grande firma estiva, centravanti di esperienza internazionale con un passato importante in Premier League e tuttora voce grossa nella fase realizzativa della Cremonese, 4 reti all’attivo per lui finora in 12 presenze. Con lui, Federico Bonazzoli, uno dei riferimenti offensivi principali, coinvolto regolarmente nel gioco e nelle conclusioni, sembrerebbe giunto finalmente a quella maturazione tanto attesa, con già 5 reti e un assist al suo attivo. Ma il reparto gode anche di importanti ricambi: dall’eterno Franco Vasquez, ad Antonio Sanabria, Dennis Johnsen e David Okereke, senza dimenticare Jari Vandeputte, che da trequartista ha già collezionato ben 4 assist in stagione.
A centrocampo, con l’esperto ex Alberto Grassi a fare da chioccia, ma con discreto minutaggio, sembra essere l’anno di Warren Bondo, giocatore dinamico e utile nella costruzione della manovra, ma che sembra divenuto anche metronomo del centrocampo, importante nel collegare difesa e attacco. Anche l’altro ex Alessio Zerbin si sta rivelando spesso utile, specie da subentrante, per la fase offensiva, con assist e imprevedibilità, per lui 2 assist finora. Il reparto è completato anche da elementi di sicuro rendimento come Martin Payero e dai giovani Tommaso Barbieri, 23 anni e Romano Floriani Mussolini, 22.
Infine, la difesa è comandata dall’esperto e sempre affidabile Emil Audero, davanti a lui l’ex Lecce Federico Baschirotto, Matteo Bianchetti e Federico Terracciano, per lui già due reti all’attivo, accompagnati dal napoletano Giuseppe Pezzella, elemento con esperienza e capacità di spinta sulla fascia, e da Tommaso Barbieri, altro nome ricorrente nella linea difensiva.
IL DATO
Nell’analisi svolta, tra i tanti dati esaminati, uno in particolare è sintomatico e va evidenziato come elemento significativo della squadra di Nicola. Il rapporto tra xT - EXPECTED THREATS, minacce attese portate – e xTA – EXPECTED THREATS AGAINST, minacce attese subite -.

Il grafico evidenzia per ogni squadra della Serie A il valore delle minacce attese portate all’avversario e quello delle minacce attese subite dall’avversario. La Cremonese, nell’angolo più basso a sinistra, mostra un xT di 1,04, il più basso della Serie A, e anche un valore di xTA pari a 1,58, il secondo peggiore della lega, dopo quello del Pisa (1,63). Tradotto, la squadra di Nicola concede molto in termini di occasioni agli avversari e, al tempo stesso, risulta molto poco pericolosa. Tuttavia, grazie ad una efficienza realizzativa pari ad una percentuale di 11,76%, vale a dire un gol ogni 8,5 tiri nello specchio della porta, seconda soltanto all’Inter (12.36%), la squadra grigio-rossa può vantare una posizione in classifica invidiabile, 21 punti in 16 gare, undicesimo posto. Interessante notare come il Napoli con xT pari a 1,39, sia, dopo Roma (1,51), Juventus (1,54), Atalanta (1,69) e Inter (1,97), la squadra che porta maggiori minacce agli avversari. Nel contempo, i partenopei, con xTA pari a 1,06, sono dietro soltanto all’Inter (1,04) e alla Roma (1,03). Dunque, la squadra di Conte è tra quelle che subiscono di meno e offendono con maggiore pericolosità, tuttavia con una efficienza realizzativa pari al 10,16%, soltanto sesta in Serie A, valora che va certamente migliorato se si vuole restare nelle zone di vertice della classifica.
CONCLUSIONI
In definitiva, la Cremonese di Nicola si presenta come una squadra con identità definita ma non rigida, capace di una lettura corretta delle fasi di gioco e di un equilibrio tra pragmatismo eurocentrico e spirito di sacrificio. Non sorprende che il progetto stia portando risultati al di sopra delle aspettative iniziali: più di una semplice lotta per la salvezza, i grigiorossi propongono un calcio che coniuga disciplina, ampiezza controllata e una costruzione tattica pensata per resistere e colpire al momento giusto. Dunque, massima attenzione per il Napoli campione d’Italia e supercampione, specie in una contingenza dominata dai festeggiamenti per l’ultimo trofeo conquistato e dai rumors del mercato imminente.
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Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it Inter | 55 |
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Lazio | 32 |
Udinese | 32 |
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Cagliari | 28 |
Torino | 26 |
Genoa | 23 |
Cremonese | 23 |
Parma | 23 |
Lecce | 18 |
Fiorentina | 17 |
Pisa | 14 |
Verona | 14 |


















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