Ieri Marotta non ha parlato per il "bene del calcio italiano"? Poi l'ipocrita sarebbe Conte
Ieri in tanti si aspettavano una presa di posizione del massimo dirigente nerazzurro, ma di Marotta nemmeno l'ombra dopo Inter-Juventus.

Il presidente dell'Inter Giuseppe Marotta, dopo la vittoria del Napoli contro i nerazzurri allo Stadio Maradona, si presentò davanti ai taccuini e ai microfoni per mettere in evidenza il rigore fischiato alla squadra di Antonio Conte, per il fallo subito in area da Giovanni Di Lorenzo.
Le sue parole sembrarono un manifesto: "Si parla per il bene del calcio italiano", ma a dire il vero, il numero uno della società nerazzurro volle mettere i puntini sulle i, rimarcando la sua leadership politica davanti agli occhi di tutti gli italiani. Da quel momento in poi sono stati tanti gli svarioni dei fischietti ai danni della squadra partenopea, che complici anche i tanti infortuni, è stata messa a "distanza di sicurezza" dal primo posto.
Lo slogan di Marotta, dopo Napoli-Inter, è tornato in mente ieri sera, quando a subire l'ingiustizia è stata la Juventus. Molto probabilmente senza l'espulsione di Kalulu, i bianconeri avrebbero portato qualche punto in più a casa e il campionato si sarebbe riaperto. Fa specie, però, che un dirigente magnanimo come Marotta, che a Napoli parlò per il bene del calcio italiano, ieri non si sia presentato per fare lo stesso. Una bella occasione persa. E poi l'ipocrita sarebbe Conte...
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