Aurelio aveva previsto tutto. Ricordate la questione Spalletti-Inter?
Il presidente del Napoli si è tutelato quando Spalletti gli ha chiesto di lasciare il club partenopeo. I contratti si rispettano, come quando il tecnico era all'Inter.

Continua il braccio di ferro tra Aurelio De Laurentiis e la FIGC per la clausola contrattuale e relativa penale che lega Luciano Spalletti al Napoli. Il tutto per una semplice ragione: il presidente aveva previsto tutto e i contratti li sa fare, meglio di chiunque. I suoi contestatori affermano che il patron dovrebbe liberarlo, per una questione di riconoscenza nei confronti del tecnico di Certaldo. Dimenticano però che quando in passato il Napoli era in una situazione di estrema difficoltà, la federazione non fece assolutamente nulla per aiutare la società partenopea. Se ne infischiò della sua storia e dei suoi milioni di tifosi, pretendendo che venisse retrocessa e affermando che con la sua gestione malaccorta aveva violato le regole. Mentre ad altri club ha riservato un trattamento diverso, con le discutibilissime dichiarazioni di Gravina che ha addirittura sottolineato spudoratamente che il brand Juventus va tutelato.
Perciò adesso Aurelio avrà detto: ma sai che c'è? La FIGC non ci ha mai fatto sconti e perché ora gliene dovremmo fare? Infatti ha preteso il pagamento completo della clausola con un duro comunicato, dove ha esplicitamente detto che tre milioni non sono una grande cifra per lui, ma li esige per un principio molto semplice: il rispetto dei contratti. Lo stesso Spalletti quando se ne andò dall'Inter pretese sia lo stipendio e perfino il premio scudetto due anni dopo il suo esonero. Attenzione, il mister merita amore eterno dai tifosi napoletani, rimarrà sempre un mito e un protagonista indiscusso del terzo trionfo azzurro, ma ciò non toglie che De Laurentiis faccia bene a pretendere che il suo obbligo contrattuale venga rispettato.
Quando Lucianone gli ha chiesto un anno sabatico per riposarsi, il patron gliel'ha concesso, a condizione che si mettesse una penale che gli garantisse la certezza che non sarebbe andato in altri club. E non facessero storie sul fatto che la nazionale non è una concorrente, qua si parla di regole. E poi possiamo dire che in questo momento De Laurentiis sta veramente dominando il calcio italiano. Questo titolo conquistato vale ancora di più, con la FIGC costretta a rispettare le sue richieste (ricordando che la clausola e relativa penale riguardano Spalletti ed il Napoli e non la federazione). In più il presidente le fa perché vuole un calcio pulito, libero da dirigenti che pensano soltanto a eludere le regole. Auspica da sempre una riforma vera del sistema e queste giuste pretese sono l'unico modo possibile per realizzarla. Da vent'anni con la sua gestione oculata rispetta i regolamenti, perciò pretende al tempo stesso l'osservanza dei suoi. Quindi tutti intorno ad ADL, per un mondo calcistico più corretto.
Vincenzo Campanella
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