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Sabatini è un fiume in piena: "Un'arroganza insopportabile, ma dove credono di essere?"

Walter Sabatini, direttore sportivo, ha parlato di alcune vicende che riguardano una squadra italiana nel corso della sua intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero.


Lorenzo VallettaLorenzo VallettaGiornalista

16/10/2024 14:35 - Interviste
Sabatini è un fiume in piena: Un'arroganza insopportabile, ma dove credono di essere?

Il campionato in corso è un mosaico di sorprese e delusioni inaspettate. Al vertice, troviamo un Napoli capolista che, contrariamente alle previsioni, ha saputo imporsi con autorevolezza, mentre l'Inter sembra attraversare un momento di appagamento psicologico. Il Milan, dal canto suo, fatica a trovare continuità, così come la Roma, che non riesce a decollare. Dall'altra parte, la Lazio si sta rivelando una piacevole sorpresa, mentre il Torino ha trovato in Vanoli una guida tecnica capace di imprimere una svolta significativa.


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In sintesi, il campionato offre numerosi spunti di riflessione. Tuttavia, se da una parte Vanoli ha saputo trasformare il Toro, dall'altra troviamo l'ex allenatore Juric, approdato sulla panchina giallorossa in un contesto decisamente più complesso e delicato.

Nella capitale, i romanisti ancora non hanno digerito l'esonero di De Rossi. A tal proposito, l'ex dirigente Walter Sabatini ha così parlato di quello che sta accadendo a Roma, nel corso della sua intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero: "Marotta è un grandissimo, Ghisolfi al massimo un bravo giovane dirigente. Agli stranieri va dato tempo per ambientarsi, anche se mi pare che alla Roma non abbiano capito dove sono, come non l'hanno capito i Friedkin. Non hanno mai parlato con la gente, è un atto di un'arroganza insopportabile".

"De Rossi?
Io non l'avrei mai cacciato. Se lo richiamassero farebbero male sia per Juric che per Daniele: tornerebbe nello spogliatoio depotenziato. Mourinho? Di benefici francamente non ne ho visti, a parte la vittoria di una coppa".

"Cose buone ed errori che ho fatto nei due club?
All'Inter ho voluto fortemente Bastoni, la cazzata è essermene andato. Sono stato un coglione incommensurabile, non si lascia l'Inter. Alla Roma credo di aver fatto diverse cose buone, ma non sta a me dirle. E sono stato costretto ad andare via".

"Da dirigente, il calcio ha sottovalutato la questione ultras?
Non ho mai avuto problemi, ma l'o sempre visto come un rischio. E mi sembra eccessivo il saluto alla curva: i tifosi vanno rispettati, ma anche quelli in altri settori dello stadio".


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Lorenzo VallettaLorenzo Valletta
Classe 1997, è il rampollo più giovane della famiglia di AreaNapoli.it. Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Campania, ha giocato a calcio a livello agonistico ed è tifosissimo del Napoli.
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