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Mazzocchi: "Colpito da Conte per come trasmette il suo pensiero. Mi definisco magico. Il disegno, la musica e CR7"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Mazzocchi: Colpito da Conte per come trasmette il suo pensiero. Mi definisco magico. Il disegno, la musica e CR7
© foto di Image Photo Agency

Pasquale Mazzocchi, difensore del Napoli, si è raccontato senza filtri nel nuovo episodio di Betsson.Sport. Ha anche dedicato parole significative al mister Antonio Conte.


Nuovo episodio di Betsson.Sport con protagonista Pasquale Mazzocchi. In questa intervista, il calciatore si racconta senza filtri: dai sacrifici compiuti per raggiungere la Serie A al sogno, mai nascosto, di indossare la maglia del Napoli. Il racconto si snoda anche attraverso passioni inaspettate, come il disegno realistico e gli anime giapponesi, restituendo il ritratto di un uomo genuino e poliedrico. 


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Non mancano momenti leggeri e spontanei, tra proverbi napoletani, cornetti alla Nutella e i meme che animano lo spogliatoio. Spazio anche a riflessioni più profonde, con parole significative dedicate ad Antonio Conte. Ecco le sue parole: "Chi è Pasquale Mazzocchi? Avrei tantissime cose da dire, è un ragazzo forte, la parola che mi piace dire è magico. Magico e a volte anche talentuoso perché ho tanti talenti. Tipo disegnare. È una passione che c'ho da bambino. Me l'ha tramandata mio padre. Anche a lui piaceva disegnare. A volte anche i manga, Dragon Ball, Goku".


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"Canzoni preferite? Nino D'Angelo, Gigi D'Alessio, anche neomelodici, un po' di tutto ci mettiamo. Ognuno magari prepara la gara a modo suo: a me piace ascoltare a volte della musica passionale, alcune volte della musica motivazionale, dipende anche dal momento e della partita".

"Un idolo da bambino? Vabbè, il mio idolo è sempre stato CR7 da bambino. Poi quando m'hanno spostato di ruolo ho iniziato a prendere come riferimento Zanetti, altro grande campione". 

"Un grande campione del passato con cui mi sarebbe piaciuto giocarci insieme? Proprio con Cristiano Ronaldo, perché quando lui è andato via dall'Italia io ho fatto l'esordio in Serie A, cioè l'anno dopo. Mi sarebbe piaciuto anche da avversario".

"Un aspetto che mi ha colpito di più dei metodi di Conte? Mi piace il suo modo di parlare, come riesce ad arrivare ai giocatori quando parla, perché poi non è non è sempre così scontato. Quando un allenatore parla, non sempre ti arriva quello che dice un allenatore, lui lo sa far arrivare molto bene. Riesce a trasmetterti realmente quello che lui pensa e quello che vuole farti arrivare. Non è sempre scontato".

"Dolce preferito? Cornetto con la cioccolata. Ogni tanto me lo concedo, aiuta anche mentalmente. Social? Li uso. Il calcio di oggi è fatto anche di questo, bisogna prendersi il bello e il brutto di ogni situazione. Mi piace dare consigli ai giovani e cercare, tramite le mie esperienze, di non farli mollare mai nei momenti negativi, che nel calcio sono tanti. Ma questo vale per molti sport".

"Io allenatore? Non ho ancora le idee chiare, ma so da dove sono partito. Da dove vengo io ci sono molti giovani che si perdono anche per cose banali come amicizie sbagliate o la famiglia. La mia è stata attenta e i miei fratelli mi hanno sempre aiutato e non mi hanno fatto mai mollare. Se io posto qualcosa, lo faccio anche per mandare messaggi importanti e positivi".

"Rapporto con la città? Io mi sento uno del popolo. Quando mi fermo a firmare autografi c'è una grande sintonia. Chi mi vede mi prende come amico che mi conosce da tantissimo tempo. Mi piace essere così con i tifosi", ha riferito.

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Lorenzo Valletta
Classe 1997, è giornalista pubblicista iscritto all'ODG Campania dal 2023, ha giocato a calcio a livello agonistico ed è tifosissimo del Napoli.
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