De Laurentiis: "Due trofei... e il ciuccio nel diario. Che notte con Maradona e Claudia. Ho un incubo, serve un corno"
Aurelio De Laurentiis, presidente della SSC Napoli, ha parlato in una lunga intervista alla vigilia di Natale. Il patron ha parlato anche di Diego Armando Maradona.

Aurelio De Laurentiis, attraverso Radio Crc, emittente partner del club azzurro, ha voluto dare i suoi personalissimi auguri di Buon Natale ai tifosi del Napoli, soffermandosi ovviamente anche sull'ultimo trionfo in Supercoppa Italiana della squadra di Conte.
Le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis
Il presidente della SSC Napoli è apparso molto soddisfatto per la vittoria in pochi mesi di campionato e Supercoppa Italiana con Antonio Conte in panchina. Sui due trofei in stagione, ha così evidenziato: "Anche con Benitez avevamo vinto due trofei, ma questi sono diversi, con lui era la coppia Coppa Italia-Supercoppa, non con lo Scudetto... come quest'anno".
La notte con Maradona e Claudia
"Maradona non si riesce mai ad eguagliare, nessuno è grande come lui che aveva uno spirito da scugnizzo partenopeo. Con Diego abbiamo anche lavorato a un film, passai una notte indimenticabile con lui e Claudia. Del Napoli, però, mi sono innamorato da piccolo anche con il ciuccio del diario di Jacovitti. Ho pensato al Mercante in Fiera con i protagonisti di oggi e quelli storici, l'ho subito detto a Bianchini. Sarebbe bello anche fare una serata con primo premio in beneficenza".
Il momento più emozionante
Il momento più emozionante in questi 22 anni di Napoli? "Il passaggio dalla B alla A è stato un momento indimenticabile che ti segna, ma sai cosa c'è, io in tutta la mia vita ho cercato di far divertire le persone con il cinema e pochi produttori hanno avuto tanti successi come i miei. Quindi io quando vedo che i tifosi trasmettono ovunque questo senso di rivincita e questa soddisfazione così grande, beh quello è un godimento che non ti può dare nessun trofeo".
L'incubo infortuni per il Napoli
La promozione più emozionante dello scudetto? "No, non diciamo così, però sono emozioni diverse. Anche la festa dell'ultimo scudetto è stata bellissima. Ma chi gestisce il calcio da un punto di vista istituzionale non ha ancora capito che sono troppo legati alla propria poltrona e a considerare come essere rieletti senza considerazione, invece, una cosa importante: non si deve distruggere un gioco giocando troppo, è come quando fai una cena e sbagli il menù e metti troppe cose e rischi di mandare a casa gente che la notte ha gli incubi. E ora qui ci sono gli incubi degli infortuni perché si gioca troppo e non si tiene in considerazione il rispetto per i giocatori. Bisognerebbe cambiare il rapporto di lavoro. I giocatori dovrebbero essere liberi professionisti per non sottoporsi a stress vincolanti. Loro ormai sono delle aziende. Bisogna regolamentare anche il potere degli agenti. Il calcio vive grazie ai tifosi e non bisogna dimenticarsi di questo".
Serve un corno
Cosa si mangia alla Vigilia di Natale? "Si va di magro, poi il 25 dicembre si mangia il tortellino. Natale a Riyadh? E’ un meme che mi hanno mandato tutti! Per il nuovo anno ci dobbiamo dotare di un bel corno contro gli iettatori", ha sottolineato il patron.
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