Tre brasiliani nel destino del Napoli: un fenomeno, un rimpianto e un campione

Il Napoli ha vinto tre volte la Supercoppa italiana nei suoi ormai 100 anni di storia. In tutte le sfide c'è il graffio decisivo di un brasiliano.
Il Napoli ha conquistato a Riad la terza Supercoppa italiana della sua storia. La prima nel 1990 quando la squadra di Albertino Bigon - che aveva vinto lo scudetto dopo una straordinaria cavalcata e un duello leggendario contro il Milan di Arrigo Sacchi - schiantò 5-1 la Juventus di Maifredi e Roberto Baggio.
Tre brasiliani nel destino della Supercoppa Italiana
Nella storia del club partenopeo, in relazione alla Supercoppa italiana, sono tre i brasiliani che hanno legato i loro nomi ai trionfi azzurri. Il primo è stato un vero e proprio fenomeno (per certi aspetti sottovalutato dalla storia del calcio, nel senso che si parla poco di lui): Antonio Careca. Il centravanti, perfetto compagno per Diego Armando Maradona, segnò una doppietta al San Paolo, così come Andrea Silenzi. Il quinto gol fu di Massimo Crippa.
Nel 2014, invece, quando sulla panchina del Napoli c'era il tecnico spagnolo Rafa Benitez, l'uomo decisivo fu Rafael Cabral Barbosa. Il portiere brasiliano arrivò con le stimmate del campione, ma un infortunio limitò molto la sua evoluzione. Ed è diventato un rimpianto. Tuttavia in quel 22 dicembre a Doha parò il calcio di rigore decisivo (dopo il 2-2 nei tempi regolamentari con le doppiette di Tevez e Higuain) a Padoin.
Ieri, invece, 22 dicembre 2025, il protagonista assoluto, sempre brasiliano, è stato David Neres: una doppietta strepitosa contro il Bologna. Prima una parabola pazzesca all'incrocio dei pali, poi uno scavetto delizioso dopo aver rubato palla ad un difensore. L'esterno offensivo ex Benfica è un vero e proprio campione che sta facendo la differenza da quando è arrivato a Napoli.






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