Il Borussia Dortmund lancia Luca Reggiani in Champions e dà una lezione all'Italia
Valorizzazione del talento, sapendo aspettare e dando fiducia. Il Borussia Dortmund ha lanciato un Luca Reggiani e ha dimostrato come in Italia si possono formare i giovani.

C'è un'immagine che vale più di mille discorsi sulla retorica dei giovani "da aspettare": un ragazzo di 18 anni, maglia giallonera addosso, titolare in Champions League contro l'Atalanta. Non una comparsata, non uno spezzone finale, ma una scelta tecnica precisa da parte del tecnico Kovacs.
Il Borussia lancia Luca Reggiani
Il suo nome è Luca Reggiani, classe 2008, emiliano, difensore centrale del Borussia Dortmund. Il debutto sul palcoscenico più prestigioso del calcio europeo arriva nell'andata dei playoff, ma non è un fulmine a ciel sereno. Reggiani è a Dortmund da due anni, arrivato dal Sassuolo quando aveva appena 16 anni. Da allora, il club tedesco ha fatto ciò che spesso in Italia si proclama e raramente si pratica: costruire. Crescita graduale, lavoro quotidiano, passaggi intermedi obbligati. Prima la formazione, poi la Bundesliga, infine la Champions. Nessuna scorciatoia, nessuna forzatura.
Ed è qui che il Borussia Dortmund diventa esempio, non eccezione romantica. Perché il talento va accompagnato, non bruciato; lanciato, sì, ma con criterio. Reggiani è il manifesto di un sistema che sa aspettare il momento giusto, senza paura dell'età anagrafica quando il ragazzo dimostra di essere pronto.
Anche Samuele Inacio è al Borussia
Il tutto, ironia della sorte, davanti agli occhi dell'Atalanta. Un club che in Italia rappresenta quasi un'anomalia virtuosa per visione, progettualità e valorizzazione dei giovani. E non è un caso che anche un altro prodotto del vivaio della Dea abbia trovato spazio proprio a Dortmund: Samuele Inacio, anche lui classe 2008, figlio d'arte di Inacio Pià, ex Atalanta e Napoli e gioca come attaccante.
Per Inacio, i numeri parlano chiaro: due gol e due assist in Youth League, prima della promozione ufficiale in prima squadra e dell'inserimento nella lista UEFA per la fase a eliminazione diretta della Champions. Lista che comprende anche Filippo Mané, altro italiano e altro difensore centrale - classe 2005 - presente nella rosa del Dortmund.
Il messaggio è limpido: i giovani non mancano, il talento nemmeno. Mancano, spesso, il coraggio e soprattutto un'idea chiara di percorso. In ogni caso, il BVB ha dato una lezione al calcio italiano.
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