Ziliani: "A Napoli si sono messi in prigione da soli. Verona-Napoli è solo la miccia che si è accesa?"
Paolo Ziliani dopo la clamorosa sconfitta del Napoli contro il Verona si è soffermato sul modus operandi di Conte e De Laurentiis.

Paolo Ziliani, attraverso il suo profilo X si sofferma sul Napoli e mette in evidenza il modus operandi del presidente azzurro: "De Laurentiis che pensa una cosa ma non la fa perché Conte mette il broncio: lo scrissi a inizio mercato, a Napoli si sono messi in prigione da soli. Il 10 luglio, a mercato appena iniziato, nell'articolo "Le divergenti aspettative di De Laurentiis e Conte su Osimhen, Lukaku, Kvara e Di Lorenzo" avevo tracciato su Substack uno scenario non molto diverso da quello poi realizzatosi - L'idea è che il presidente, spinto per una volta ad agire col freno a mano tirato per non turbare l'ombroso allenatore, si sia imprigionato con le sue stesse mani - Il 3-0 di Verona-Napoli è solo la miccia che si è accesa?".
Ecco l'articolo in questione: "(…) Poche idee e ben confuse al Milan; molte idee ma non molto chiare anche in casa Napoli. Dove, come ho già avuto modo di dire, De Laurentiis, pur animato dai migliori intenti e desideroso di andare incontro a ogni richiesta di Antonio Conte, senza accorgersene si è messo in trappola da solo. Forse esemplifico troppo, ma la situazione - tutt’altro che facile da affrontare e risolvere - è questa: portare a 10 milioni lo stipendio di Osimhen e fissare la clausola per il suo acquisto a 130 milioni è stato un suicidio. Nessuno ingaggerà il nigeriano per quella cifra (e dovendogli passare quello stipendio) e infatti Osimhen si è presentato al raduno di Castelvolturno e domani partirà con la squadra per il ritiro a Dimaro. Vabbè, direte voi, Osimhen è fortissimo: se resta al Napoli sarà un affare per il Napoli. E invece no. E per due semplici motivi. Il primo è che De Laurentiis 10 milioni di stipendio a Osimhen non è intenzionato a pagarli: pensava che a farlo ci avrebbe pensato il PSG o il Chelsea o qualche club arabo. Il secondo motivo è Conte: che di certo non considera Osimhen un attaccante scarso, ma a lui piace Lukaku e Lukaku vuole anche se l’ex Roma ed ex Inter in assoluto vale un’unghia di Osimhen. Ma così va il mondo: se non esistesse Lukaku, Conte non saprebbe come fare a fare l’allenatore di calcio".
"E così: tutti avevano dato per scontato di vedere Osimhen andarsene ricoperto di soldi (e con lui De Laurentiis) da qualche ricchissimo top club e invece Osimhen è qui, è vivo e lotta insieme a Anguissa, Meret e Olivera. E De Laurentiis non se l’aspettava, e Antonio Conte nemmeno. Così tutti e due danno chiari segni di nervosismo: il presidente ha capito che o dimezza, o quasi, la clausola da 130 milioni o Osimhen se lo tiene; e l’allenatore ha capito che se questo non accade, la promessa ricevuta di lavorare su un Napoli con Lukaku numero 9 non andrà mai in porto. Avete presente Antonio Conte che si sente abbandonato e tradito?".
"Ma questo è il meno. Conte ha avuto anche la rassicurazione che Kvaratskhelia avrebbe fatto parte del Napoli dei prossimi anni: e magari le cose andranno così. Di certo, ad oggi c’è che il PSG invece di bussare alla porta del Napoli per chiedere Osimhen lo ha fatto per chiedere Kvaratskhelia: che a Parigi viene considerato il campione giusto per prendere il posto di Mbappè al punto da ricevere una proposta d’ingaggio di 11 milioni netti a stagione, sette volte quanto Kvara prende oggi a Napoli. Inutile dire che il georgiano, che a lungo si è sentito trascurato rispetto a Osimhen, a Parigi andrebbe a piedi: e anche se De Laurentiis, con colpevole ritardo, è andato a Canossa raggiungendolo agli Europei per offrirgli un aumento d’ingaggio a 5 milioni, non è che lo abbia messo particolarmente di buon umore. Cinque milioni sono tanti, certo, ma meno della metà degli 11 che Nasser Al-Khelaïfi è disposto a dare al georgiano. Come finirà? Domanda da un milione di dollari. Aspettare per credere".
"Ci sarebbe poi, anche se in ombra rispetto ai casi spinosi ed eclatanti di Osimhen, Lukaku e Kvaratskhelia, il caso Di Lorenzo. Anche qui con De Laurentiis e Conte che si sorridono a vicenda, ma che sulla questione la pensano agli antipodi. Conte ha detto chiaro e tondo che intende contare sul capitano e che ha avuto dal presidente le più ampie rassicurazioni che ciò avverrà; De Laurentiis, dal canto suo, essendo spuntato un inatteso, insperato interessamento della Juventus (di Giuntoli) sul conto di Di Lorenzo, in cuor suo sarebbe pronto a impacchettare il capitano e spedirlo a Torino con corriere espresso essendosi già pentito del contratto fino al 2029 (!!!) fatto firmare a Di Lorenzo, che a quella data avrà 36 primavere sul gobbone ed è reduce da un’ultima stagione, fra Napoli e nazionale, da incubo".
"E insomma, una cosa è certa: comunque vadano a finire i casi che stanno tenendo banco al Napoli, o sarà scontento Conte o sarà scontento De Laurentiis. In un caso (Osimhen che resta e Lukaku che non arriva) sarebbero addirittura scontenti - e furibondi - entrambi. Dopo i sorrisi e le pacche sulle spalle d’inizio avventura, ora siamo davanti al mondo reale. In bocca al lupo a tutti".
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