Lazio-Napoli, pagelle: 7 al nuovo "acquisto", Rrahmani in affanno. Il voto a Lukaku e Conte
I partenopei rimediano un altro gol nei minuti finali e all'Olimpico, contro i biancocelesti, finisce 2-2. Raspadori il migliore degli azzurri.

Il Napoli raccoglie all'Olimpico il terzo pareggio consecutivo. Dopo l'1-1 su questo stesso terreno di gioco contro la Roma e l'1-1 con l'Udinese al Maradona, arriva il 2-2 al cospetto di una Lazio di Baroni in grande spolvero. Apre le danze Isaksen, con un bolide dalla distanza, pareggia Raspadori che duetta bene con Lukaku, poi entra Politano e da una sua azione si arriva all'autorete di Marusic, infine il gol del pareggio firmato Dia. Partenopei ancora in testa alla classifica con 56 punti, ma se l'Inter dovesse battere la Juventus allo Stadium di Torino balzerebbe in testa con 57 punti. Le pagelle di Areanapoli.it.
Meret: 6. Isaksen, vera e propria bestia nera per i partenopei, calcia indisturbato da fuori area dopo il regalo di Amir Rrahmani che respinge in maniera molle con un colpo di testa, ma Alex non sembra reattivo e arriva in ritardo e riesce soltanto a sfiorare il bolide che si infila sotto la traversa. Poi è autore di buone parate, come su Noslin, e discreti rinvii pur con qualche svarione qua e là. Non ha colpe sul gol di Dia.
Rrahmani: 5,5. Regala un pallone d’oro a Isaksen con un rilancio di testa molle e senza alcun senso. Da braccetto destro va in affanno in diverse occasioni.
Buongiorno: 6. Forse poteva uscire prima su Isaksen, però non sarebbe giusto attribuirgli responsabilità sul primo gol. In anticipo è dirompente, in contenimento una roccia. Bentornato. Dal 61’ Politano: 6. Per come è entrato e per come ha cambiato il volto del Napoli (nell’azione che porta all’1-2 è fondamentale il suo affondo a destra), meriterebbe almeno 7, però nel finale è lui a concedere a Dia tutto lo spazio per calciare, anche se non è l’unico responsabile.
Juan Jesus: 6-. Parte in sordina, poi tiene a bada Castellanos e Noslin. Qualche disattenzione c’è, manca pure il feeling con Mazzocchi.
Di Lorenzo: 6-. All’inizio è contratto e lascia campo e possibilità di pressione agli avversari, in particolare a Zaccagni. Poi aumenta il passo, la gamba risponde bene a tutta fascia e aiuta i compagni a salire e a rendersi pericolosi.
Anguissa: 6-. Perde troppi palloni e rimedia pure un cartellino giallo. Lotta, suda e prova a dare rifornimenti offensivi, tuttavia non è brillante. La fase calante continua.
Lobotka: 6. Pedro prova ad impedirgli di respirare, ma lui riesce ad aggirare la marcatura ed è efficace con e senza palla mettendo ordine alla manovra.
McTominay: 5,5. Probabilmente meriterebbe la sufficienza, ma è lui che manca soprattutto nel primo tempo. Sembra girare a vuoto nel 3-5-2 disegnato da Conte. A tratti scompare, poi è lui a recuperare il pallone sul rinvio di Provedel e ad avviare l’azione che porta al gol di Raspadori. Cresce nella ripresa, ma non è nella sua versione migliore.
Mazzocchi: 5,5. Corre tantissimo e si sacrifica su una corsia non sua. L’impegno c’è, così come i diversi errori nei rilanci. Stremato, chiede il cambio. Dall'85' Rafa Marin: sv.
Lukaku: 5,5. Di buono la rifinitura per Raspadori che gli chiede l’uno-due nell’azione del pareggio, poi tanti errori e la solita generosa dose di sacrificio. Nel complesso non convince, non punge, non crea pericoli.
Raspadori: 7. Segna il gol dell’1-1 che rimette subito in carreggiata il Napoli e sa staccarsi su tutto il fronte d’attacco per dare una mano in manovra e per non dare riferimenti agli avversari. Nel suo ruolo sa rendersi pericoloso ed efficace. Nuovo "acquisto".
Conte: 6. E' in piena emergenza visti i tanti infortuni, ma conserva lucidità in preparazione e lettura della sfida. Il Napoli va sotto, ma reagisce subito e ribalta la Lazio. Nella parte finale, però, va in confusione tra cambi non fatti, lamento evitabile per la panchina corta (anche se aveva soluzioni come Gilmour, Billing e Ngonge) e lo spostamento di Politano a sinistra. 7 vittorie e 3 pareggi: score notevole, stona un po’ solo l’1-1 in casa con l’Udinese. Un pari all’Olimpico contro la Lazio non si butta mai via, anche se gli sprechi iniziano ad essere troppi. Calma, piano con le critiche eccessive, tuttavia Conte deve essere il primo ad aiutare se stesso ed il Napoli a prescindere da legittime preoccupazioni, critiche per il mercato di gennaio e così via. L'obiettivo Champions si avvicina; e c'è tutto (o quasi) per giocarsi con entusiasmo la sfida scudetto con Inter e Atalanta.







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