Conte, meglio tardi che mai. È nato il "nuovo" Napoli, svolta al Maradona
La gara contro l'Atalanta potrebbe aver rappresentato per il Napoli un momento fondamentale per il prosieguo della stagione 2025-2026.

La vittoria del Napoli contro l’Atalanta di Palladino vale molto di più dei tre punti. Manifesto di ritrovata elettricità, ma anche, se non soprattutto, la nascita di un ciclo nuovo che il tecnico dei partenopei ha deciso di mettere in campo dopo riflessione personale e condivisa con il gruppo squadra all’indomani delle esternazioni del post Dall’Ara. Complici le numerose, gravi assenze, mai si era vista una formazione iniziale così inclusiva e finalmente coraggiosa, con ben cinque undicesimi nuovi e, cosa ancor più rara, con tre attaccanti puri come Hojlund, Neres e Lang. Rispolverato Beukema, Gutierrez sempre più certezza e, quando necessario, i primi minuti in campo anche per Mazzocchi, generoso come sempre. Altra novità, i quattro cambi in sessantanove minuti, assolutamente inediti finora nella gestione Conte.
E' nato il "nuovo" Napoli di Conte
In questo festival delle novità, persino il cambio del sistema di gioco, col passaggio alla difesa a tre, è passato quasi in secondo ordine. Conte ha finalmente dato la possibilità praticamente a tutti i nuovi acquisti, fatta eccezione per gli infortunati, di ricambiare la fiducia che lo stesso tecnico ha deciso di dare loro. E la risposta sul campo è stata inequivocabile. Squadra equilibrata in fase di non possesso, parsa decisamente più intensa e brillante e giocatori, su tutti Hojlund, messi in condizione di potersi esprimere al meglio perché non più isolati. Neres goleador e Noa Lang autore di gol e prestazione tonica. Con Politano a riposare per buona parte della contesa, capitan Di Lorenzo, schierato nei quattro in mediana, più spesso da mezzala che da quarto di destra, è parso rigenerato anche dalla nuova posizione sul terreno di gioco. Se è vero, come è vero, che quella della scarsa inclusività di questa guida tecnica è stato un tema più volte sollevato da queste colonne già nella scorsa stagione, è altrettanto vero che non è mai troppo tardi per arrivare alla decisione giusta, specie quando questa determinazione nasce da un confronto che il tecnico ha avuto, crediamo, prima con se stesso, e poi con il gruppo squadra, il quale avrà certamente rappresentato le proprie ragioni tecniche, tattiche e di condotta durante la settimana.
Classifica positiva
In un campionato quanto mai orizzontale come quello di questo inizio di stagione, la classifica, comunque ottima, è al momento l’aspetto più trascurabile di questo frangente. La sensazione più importante che ha lasciato la prestazione degli azzurri è certamente quella di una nuova identità non solo tattica, ma di squadra. Perché Conte, nella serata elettrica del Maradona, ha ritrovato il suo Napoli, quello tignoso, compatto e disposto a riporre il fioretto usato nel primo tempo, per armarsi di sciabola e lottare sporcandosi le mani nella ripresa.
Bisogna confermarsi anche in Champions
Dal Maradona il pubblico esce con la convinzione e la speranza che la svolta sia giunta. Se sia o meno quella definitiva lo dirà tra poche ore la difficile e fondamentale gara di Champions contro la rivelazione Qarabag, contro la quale occorrerà il Maradona dei bei tempi, pieno, caldo ed elettrico per portare ai tre punti una squadra che da stasera ha assunto sembianze nuove, quelle del vento del cambiamento e del coraggio di osare. Il coraggio, quello che anima e spesso discrimina nelle serate magiche di Champions che da troppo tempo mancano ad una Napoli sempre più internazionale.
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