Chi è En-Nesyri, centravanti verticale: un'arma credibile nel Napoli di Conte
Alla scoperta di Youssef En-Nesyri, attaccante marocchino del Fenerbahce. Un centravanti classico costruito per attaccare l'area e vivere dentro la linea dei difensori.

Non è mai stato un attaccante da copertina. Youssef En-Nesyri non vive di giocate virali, non accende lo stadio con il dribbling, non abbassa il baricentro per legare il gioco come un “falso nueve” moderno. Eppure, stagione dopo stagione, i suoi gol arrivano. Puntuali. Pesanti. Spesso decisivi.
Alla scoperta di Youssef En-Nesyri
Classe 1997, marocchino di Fez, En-Nesyri è uno di quei centravanti che esistono ancora nonostante il calcio contemporaneo, e non grazie ad esso. Un numero 9 verticale, fisico, essenziale, costruito per attaccare l’area e vivere dentro la linea dei difensori. Un profilo che, oggi più che mai, torna ad avere senso se messo nelle mani giuste. E Antonio Conte, storicamente, è uno di quelli che sa cosa farsene.
UNA CARRIERA SENZA SCORCIATOIE
Nato a Fes (Marocco), mancino, struttura longilinea, 188 centimetri di altezza per un peso forma di 74 kg, una carriera in cui ha macinato gol (ben 160 tra Nazionale e squadre di club) e assist (19), la parabola di En-Nesyri non conosce salti improvvisi. Cresce tra Marocco e Spagna, passa dal Malaga al Leganes, poi arriva al Siviglia nel 2020. È lì che diventa un attaccante “da sistema”: non la stella, ma il terminale. Con Lopetegui prima, in contesti più caotici poi, segna in Liga, in Europa League, in Champions. Sempre nello stesso modo: movimenti puliti, attacco del primo palo, colpi di testa chirurgici, lettura feroce delle seconde palle. Al Siviglia non è mai stato il centravanti totale, ma quello funzionale. E probabilmente è proprio questo che lo rende affidabile. Il passaggio al Fenerbahce, nel 2024, conferma la sensazione: messo al centro di un progetto che lo cerca e lo serve, En-Nesyri produce numeri. Non crea, ma finalizza. Non inventa, ma conclude.

IL PROFILO TECNICO: SEMPLICITÀ AD ALTA INTENSITÀ
Tecnicamente, En-Nesyri è un attaccante molto definito.Il suo valore sta nel movimento senza palla: legge la linea difensiva con grande anticipo, attacca lo spazio tra centrale e terzino, sceglie sempre il tempo giusto per staccarsi dal marcatore. In area è feroce, soprattutto sul gioco aereo: elevazione, tempismo e coordinazione lo rendono uno dei migliori colpitori di testa della sua generazione. Fisicamente regge il duello, protegge il pallone, assorbe contatti. Non è statico, ma nemmeno associativo: non ama abbassarsi, non rifinisce, non accelera il palleggio. Il suo contributo al gioco è finale, non costruttivo. I limiti sono chiari quanto i pregi: gioco spalle alla porta funzionale ma non creativo; tecnica di base sufficiente, non dominante; poco incisivo lontano dall’area. È un attaccante che vive di rifornimenti. Ma quando arrivano, raramente li spreca. Ecco la sua scheda di scouting, con la valutazione complessiva pari a 7.7, che bene sintetizza il valore e il livello del calciatore.

COLLOCAZIONE TATTICA: UN 9 PURO, SENZA AMBIGUITÀ
En-Nesyri è una punta centrale classica. Non è una seconda punta, non è un esterno, non è un “9 e mezzo”. Funziona quando la squadra verticalizza, gli esterni arrivano sul fondo, il gioco produce cross, tagli e seconde palle. In sistemi troppo orientati al possesso corto e alla rifinitura interna tende a scomparire. In contesti diretti, invece, diventa centrale. Non chiede libertà: chiede compiti chiari.
EN-NESYRI NEL NAPOLI DI CONTE: INCASTRO LOGICO
Nel Napoli di Antonio Conte, fatto di intensità, verticalità, attacco rapido dello spazio e grande utilizzo degli esterni, En-Nesyri sarebbe la punta di riferimento naturale. Non il regista offensivo, ma il terminale. Quello che attacca il primo palo sui cross, apre corridoi centrali per gli inserimenti, capitalizza le transizioni e diventa un’arma sui piazzati. Sappiamo bene che Conte non chiede alla sua punta di fare tutto. Le chiede di fare bene poche cose. Ed En-Nesyri quelle cose le fa da anni. Con accanto esterni aggressivi e mezzali capaci di accompagnare l’azione, il marocchino non avrebbe bisogno di toccare molti palloni per incidere. Certo, non sarebbe il centravanti “estetico” visto a Napoli negli ultimi cicli, ma potrebbe essere uno dei più funzionali.
CONCLUSIONE
Youssef En-Nesyri non è un attaccante che cambia il calcio. È uno che cambia il risultato. E nel calcio di Antonio Conte, dove l’area è sacra e l’efficacia conta più dell’apparenza, profili così non passano mai di moda. Nel Napoli potrebbe essere quell’elemento che, quando serve, c’è. Sempre nello stesso posto. Dove il pallone deve finire.
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