Conte: "C'è delusione, la partita era da vincere! Questo pareggio mi fa male"
Antonio Conte, tecnico della compagine partenopea, ha parlato ai microfoni di SKY Sport: "Al netto della stanchezza e delle defezioni, queste sfide le devi vincere".

Occasione buttata per il Napoli nella gara di Champions League contro il Copenaghen, gli azzurri non sono riusciti a vincere. Antonio Conte, tecnico della compagine partenopea, ha parlato ai microfoni di SKY Sport. La sua delusione è evidente dalle sue parole.
Conte: "C'è delusione, la gara era in controllo"
Le parole di Conte: "Ci deve essere delusione, perché la partita si era messa nelle migliori condizioni per essere vinta e farci fare un importante step in avanti per giocarci i playoff. Potremmo avere mille attenuanti, ma oggi non vanno bene. La gara si era messa in una situazione tale che dovevamo solo vincerla. Abbiamo dimostrato, per la quarta volta consecutiva, di fare fatica, soprattutto fuori casa, in Champions. La gara era in totale controllo, eravamo in undici contro undici... Al netto della stanchezza e delle defezioni, queste sfide le devi vincere. C'è delusione, perché non siamo riusciti nel nostro intento: significa che il nostro livello, adesso, non è da questa competizione. Abbiamo fatto solo 8 punti ed oggi c'è da fare solo un grandissimo mea culpa".
"Era una partita da portare a casa"
Conte prosegue: "Sono partite che devi portare a casa, punto e basta. C'è poco da parlare, solo da essere arrabbiati, e molto, con noi stessi. Forse non abbiamo percepito l'importanza della posta in palio. La serata si era messa in discesa, ma noi l'abbiamo messa in salita".
Come si preparano i prossimi impegni
Conte ha spiegato: "Siamo a fine gennaio, cerchiamo come sempre di fare del nostro meglio con i giocatori che abbiamo a nostra disposizione. Lavoriamo e proviamo ad offrire la versione migliore di noi stessi. Oggi potevamo fare molto meglio. C'è grande delusione, lo ripeto. Era una grande occasione, c'era tutto, eppure siamo riusciti a rovinarcela. Questo deve farci riflettere. Domani penseremo alla Juve, conteremo quanti siamo - nove, dieci, undici - ed affronteremo le varie difficoltà. Oggi dovevamo portarla a casa, punto e basta".
Il calo del secondo tempo?
"Che ragioni mi do, se penso al calo del secondo tempo? Diventa difficile dirlo, perché l'input era di entrare sapendo di avere in mano una partita importante e di dover fare il secondo gol. Ho giocato tante di queste partite e so che rischi di leccarti le ferite, se non le chiudi. Nonostante le mille attenuanti, lo ribadisco, dovevamo vincere una gara che stavamo dominando sotto tutti i punti di vista. Siamo riusciti a complicarci la vita da soli e dispiace, perché lavoriamo tanto. Queste cose devono darci fastidio; se non ci danno fastidio, vuol dire che non vogliamo crescere. Non sta né in cielo né in terra far rientrare in partita l'avversario che aveva un uomo in meno".
"Questo pareggio mi fa male"
"Sappiamo il calcio com'è: devi essere incazzato, determinato e voglioso dal primo all'ultimo minuto, altrimenti rischi la beffa. Questo pareggio mi fa molto male, e deve farne anche ai miei calciatori", ha concluso.
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