"Maradona chi lo avrebbe cercato? Il cuore e l'inganno": la riflessione di Langella

"La droga non l'ha trovata da solo. Gliel'hanno portata addosso, piano piano, mentre lui era preso da mille battaglie", ha scritto il dirigente sportivo.
Il 25 novembre del 2020 sembra ieri, eppure tra qualche mese ci sarà il sesto anniversario della morte di Diego Armando Maradona, il più grande calciatore di tutti i tempi e idolo sempiterno dei tifosi del Napoli. Interessante, in proposito, la riflessione di Achille Langella, dirigente sportivo.
Queste le sue parole: "Sempre pronto ad aiutare chi stava peggio, chi era in difficoltà. Ma Diego sulla sua strada ha incontrato gente sbagliata. Persone che si sono avvicinate a lui con la maschera dell’amico, e lo hanno trascinato nel baratro. La droga non l’ha trovata da solo. Gliel’hanno portata addosso, piano piano, mentre lui era preso da mille battaglie: con se stesso, col mondo, col peso di essere “Diego”.
Ed ha aggiunto: "Forse avrebbe dovuto dire di no. Mettere un confine. Farsi meno illusioni. Ma era fatto così: generoso, fragile, istintivo. E forse anche troppo solo. La domanda è semplice: se Diego non fosse stato il grande Maradona, ma semplicemente un ragazzo di un sottoborgo argentino… chi lo avrebbe cercato? Ed anche, quanti Diego ci sono e oggi nessuno li cerca a prescindere dal talento? E quale vita conducono?".






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