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Marotta destinato a far discutere: "Qualcuno evocava Mourinho, ma con tutto il rispetto..."

Il presidente dell'Inter, Marotta, ha parlato dei suoi albori professionali soffermandosi anche sulla scelta di affidare la panchina a Chivu.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

14/11/2025 15:12 - Interviste
Marotta destinato a far discutere: Qualcuno evocava Mourinho, ma con tutto il rispetto...

Il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, è intervenuto all’executive master “Management dello Sport” organizzato dalla Rcs Academy Business School per parlare della sua lunga carriera dirigenziale e sull'attualità della squadra nerazzurra allenata da Chivu.


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Il manager nerazzurro ha evidenziato: “Ricordo che nel 1983 il presidente nerazzurro dell’epoca, Pellegrini, mi chiese di venire all’Inter come piccolo manager. Lui però amava occuparsi direttamente della gestione, quindi sono certo che se avessi accettato oggi non sarei presidente. Non serve velocità, bisogna arrivare ai traguardi con calma e saper gestire i momenti. Il mio culmine personale l’ho raggiunto alla Juve: avevo quasi 60 anni e una padronanza massima delle mie capacità professionali".


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Poi ha aggiunto: "Partii da Varese grazie ad una circostanza favorevole: abitavo vicino allo stadio. Mi stimolò la passione. Avevo 6-7 anni e assistevo agli allenamenti del Varese che all’epoca giocava in Serie A. Ero la mascotte. Così imparai la negoziazione, parlai con il magazziniere per avere una tuta in cambio di pulire le scarpe, sgonfiare i palloni, aiutare a lavare gli indumenti. A 18 anni conclusi il liceo classico e ottenni il primo contratto da dirigente, abbandonando un piccolo percorso perché ora ho ricevuto dalla Bicocca una laurea honoris causa, ma non ho potuto laurearmi perché iniziai a lavorare presto. A 19 anni ero direttore del settore giovanile".

Sull'ingaggio di Chivu ha tirato in ballo Mourinho, il più amato dell'ambiente milanese, con una frase sul portoghese destinata a far discutere: "Io mi meraviglio che le persone si siano sorprese della bravura di Cristian. L’abbiamo scelto perché rappresenta valori importanti, c’è stato il coraggio di andare controcorrente anche a livello mediatico. Qualcuno addirittura evocava Mourinho, che con tutto il rispetto… Se non avessi avuto coraggio mi sarei pentito. La finale con il PSG? L’equazione non è più ‘se spendo, vinco’, ma va moltiplicata la motivazione per la competenza. Ed è quello che hanno fatto i francesi, cambiando modello di riferimento: basta nomi enormi, via ad investimenti su giovani talenti”.


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.
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