"Hubner si chiudeva in bagno, bussavo e gli dicevo di finirla con le bombe". Il retroscena

Dario Hubner era il bomber delle squadre di piccola fascia, ma è emerso un retroscena sull'ex attaccante.
Era soprannominato 'Tatanka' per il suo scatto da bisonte, era il bomber che segnava tanti gol nelle squadre di piccola fascia. Dario Hubner era un giocatore particolare, professionale in campo ma al di fuori del terreno di gioco aveva qualche vizio particolare: non comune, diciamo, per un calciatore.
Lo ha raccontato Nedo Sonetti, allenatore che lo ha avuto sotto la sua gestione a Brescia, nel corso di un'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport. Nedo ne ha visti tanti di fuoriclasse e di situazioni da ricordare, due giocatori gli sono rimasti impressi per ragioni diverse, Roberto Donadoni e Dario Hubner: "Il più talentuoso che ho allenato è stato Donadoni, fuoriclasse di livello mondiale. Mi sono divertito molto con Hubner. A Brescia, durante l'intervallo, si chiudeva in bagno a fumare. Io bussavo e gli dicevo: Darione, basta con quelle bombe".
Il vizio del fumo, però, non è mai stato un segreto per il nativo di Muggia, schietto come pochi sul tema quando quando diceva che "gli altri non si facevano vedere ma mi sembrava ridicolo mettersi dietro l'albero per accendere una sigaretta, a 30 anni non è normale".
Nonostante ciò, Hubner non ha mai giocato ad altissimi livelli ma il suo contributo, nelle varie squadre in cui ha militato, lo ha dato senza problemi.






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