Corbo: "ADL è a un punto chiave per lo stadio, c'è un perimetro in cui cercare il nuovo Napoli"
Antonio Corbo, giornalista, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul Napoli nel corso del suo intervento ai microfoni di Stile TV.

Il Napoli vive un momento delicato ma cruciale della stagione. La corsa allo Scudetto non concede pause, e il rischio di inciampare è sempre dietro l'angolo, come sottolinea Antonio Corbo, intervenuto ai microfoni di Stile TV nel corso della trasmissione 'Salite sulla Giostra'.
Le dichiarazioni di Corbo sul Napoli
Ecco le sue parole: "Ci vuole una vigilante rincorsa perché può succedere sempre di tutto a chi è in testa. Il Napoli deve essere attento per non avere scrupoli e se l’Inter vincerà lo scudetto e il Napoli finirà secondo, credo che si possa essere soddisfatti. Poi bisognerà capire il motivo dei tanti infortuni per evitare di ripetere gli stessi problemi. Spero che il Napoli tenga Conte che è uno che vince le partite impossibili".
Il giornalista evidenzia come la gestione della rosa e degli infortuni sia stata al centro della stagione azzurra: "Tanti si sarebbero rassegnati a metà campionato, lui invece studia soluzioni, corregge gli errori e si batte fino al 90esimo. La Nazionale è una grande vetrina che lo aspetta e che lui si aspetta. De Laurentiis è arrivato ad un punto chiave, deve decidere cosa fare perché ha bisogno di uno stadio nuovo che deve rendere profitti. Gli infortuni dipendono da qualcosa che non ha funzionato, non di certo da alluvioni o bradisismo".
Secondo Corbo, le difficoltà del Napoli affondano le radici nella gestione interna: "La verità è da cercare nel perimetro di Castel Volturno tra preparazione e recupero dei giocatori. Non dò la colpa a un reparto o un altro, dico però che non c’è stata mai una piena collaborazione tra i due reparti, tale da poter operare per il bene comune. Bisogna migliorare la collaborazione tra i due fattori, bisogna cercare le cause per evitare gli infortuni di quest’anno".
Infine, il giornalista richiama l'attenzione sulla gestione economica e sulla necessità di equilibrio tra ambizione sportiva e sostenibilità finanziaria: "Il Napoli è una società amministrata da un imprenditore: se le cose vanno bene, i soldi arrivano a se stesso e ai conti di famiglia, se le cose non vanno bene, andare in banca e chiedere uno sconfinamento. La logica deve portare il Napoli a trovare un equilibrio tra investimenti e ricavi senza sforare e in questo perimetro bisogna cercare il nuovo Napoli".
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