Baggio: "La gente si chiedeva dove fossi finito, ho vissuto un bruttissimo episodio"
Roberto Baggio, leggenda del calcio italiano, ha parlato al World Sports Summit in un'intervista condotta da Alessandro Del Piero.

Una leggenda del calcio italiano, un calciatore che sembrava più brasiliano per la tecnica e il modo di muoversi per il caso. Roberto Baggio è stato il campione per eccellenza, eppure sembra quasi paradossale che, nella sua era, la Nazionale non sia riuscita a conquistare neanche un titolo, ma solo un bronzo al Mondiale di Italia '90 e l'argento a USA '94.
Dopo la fine della sua carriera, Baggio è scomparso un po' dai radar. Di recente, però, il "Divin Codino" ha parlato al World Sports Summit in un'intervista condotta da Alessandro Del Piero. Ecco le sue parole: "La gente si chiedeva dove fossi finito, ma a fine carriera sentivo l'esigenza di vivere una vita normale vicino alla mia famiglia e di tornare alla mia terra. Poi, di recente, ho vissuto un bruttissimo episodio. Mi riferisco alla rapina in casa a opera di sei malviventi nel 2024: ha cambiato la visione della mia vita, in quei mesi è nato in me il desiderio di mettere al corrente di tante cose la mia famiglia e i miei figli. Dovevano capire chi ero, ecco perché oggi siamo qui insieme: è 'colpa' di Valentina, mia figlia. Questa esperienza ci lega ancora di più, condividiamo tante cose insieme che danno a questo rapporto ancora più energia".
Ha, poi, evidenziato: "Buddismo? Lo pratico da 38 anni e sono eternamente grato a chi mi ha avvicinato a esso. Mi ha cambiato in meglio, è stata la fortuna più grande che ho avuto: ha cambiato in modo profondo la mia vita, se noi stiamo bene riusciamo a far stare bene anche chi ci è intorno e cambiamo l’ambiente intorno a noi. Questa è l’essenza del buddismo: se non siamo felici tutto questo è impossibile".
Dopodiché, il suo punto di vista sul perché l'Italia non è più ai fasti di un tempo: "La crisi del calcio italiano? Non c’è spazio per i nostri giocatori e la Nazionale soffre. Nei miei Mondiali c’era un’ossatura di una squadra e vi costruivi intorno il resto. Meno stranieri e più spazio ai giovani, loro sono il futuro. Questo è il mio parere".
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