Napoli-Inter, bufera sul rigore Di Lorenzo-Mkhitaryan. La sentenza di Cesari
Ai microfoni di Pressing l'ex arbitro Graziano Cesari ha analizzato il rigore dubbio concesso al Napoli contro l'Inter.

Graziano Cesari è uno dei punti di riferimento della moviola italiana a livello televisivo. Ospite fisso di "Pressing - Nel cuore dello sport", trasmissione condotta da Massimo Brandi e Monica Bertini sulle reti Mediaset, l'ex arbitro ligure ha attenzionato l'episodio più discusso dell'ottava giornata, il rigore concesso al Napoli per contatto tra Di Lorenzo e Mkhitaryan.
C'era il rigore per il Napoli? Il parere di Graziano Cesari
Cesari ha iniziato la disamina: "La situazione del rigore è molto particolare. Quindi coinvolgo un po' tutta la terna arbitrale. C'è lo scontro tra Di Lorenzo e Mkhitaryan. Guardate il nostro timer, Mariani fa continuare il gioco ma poi si gira verso l'assistente Bindoni e dopo sette secondi fischia il calcio di rigore. Un comportamento direi anomalo. Vi misuro la distanza tra l'arbitro e il contatto ed è esattamente di 12,3 metri".
La sentenza di Cesari
Poi l'ex arbitro ha decretato il suo giudizio finale sull'episodio: "L'assistente è a 20,7 metri, quindi molto più lontano. L'assistente non può vedere il contatto. L'arbitro fa un movimento per cercare il pallone e vedere meglio. Il tocco c'è nel retrocoscia di Di Lorenzo ma guardate come si apre il compasso della gamba sinistra e come Mkhitaryan prosegua nella sua corsa lineare e diretta. Anche dall'alto si vede che la gestualità di Di Lorenzo non è a protezione del pallone ma ad andare a fermare l'avversario che lo ha rimontato".








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