Un piccolo tifoso del Como: "Napoli emozionante, non pensavo di vedere una cosa del genere"
Il racconto di Pietro, piccolo tifoso del Como, che ha spiegato come ha vissuto la trasferta di Napoli per la partita del 1 novembre.

"Napoli è un paradiso abitato da diavoli", scriveva il filosofo Benedetto Croce. Una definizione antica e provocatoria, che ancora oggi riecheggia nel racconto di una città complessa, contraddittoria, ma capace come poche di trasformare le proprie fragilità in energia vitale. Napoli è una metropoli che convive con i suoi problemi, è vero, ma che negli ultimi anni ha assunto contorni sempre più luminosi, diventando una delle capitali turistiche e culturali d'Europa.
Il suo fascino va oltre ogni luogo comune: arte, storia, paesaggi unici e un'anima popolare che non conosce repliche altrove. E anche nel calcio, terreno spesso minato da rivalità e pregiudizi, Napoli riesce talvolta a superare il confine del tifo per diventare esperienza umana, emozione condivisa. È quanto accaduto a Pietro, tifoso del Como di appena undici anni, protagonista di una splendida iniziativa del club lariano, che ha deciso di mandare un proprio giovane sostenitore in trasferta per raccontare le emozioni vissute in occasione della gara del primo novembre al Maradona. Un viaggio che si è trasformato in qualcosa di più di una semplice partita.
Pietro ha parlato con la lucidità sorprendente di un bambino "adulto", restituendo un ritratto sincero e toccante della sua esperienza partenopea: "La trasferta di Napoli è stata entusiasmante fin da quando siamo partiti in treno. Sono andato con la mia famiglia: mamma Francesca, zio Riccardo da Londra, nonno Raimondo (abbonato dai tempi della Serie D), nonna Emilia e mia sorella Carlotta, che ha otto anni".
Nel suo racconto c'è stupore, ma anche rispetto per una città che sa accogliere e sorprendere: "In città si sentiva entusiasmo e spirito calcistico. Tanti tifosi del Como in giro e un’atmosfera speciale contro gli ex campioni d’Italia. Quando ho visto la statua di Nico Paz mi sono emozionato. Non avrei mai pensato che un giocatore del Como potesse entrare così nella cultura di Napoli. Mi rende orgoglioso".
Parole che colpiscono per la loro spontaneità e che raccontano un calcio capace ancora di unire, di creare ponti anziché barriere. "Questa trasferta è stata indimenticabile, soprattutto vissuta con la mia famiglia e il mio amico Elia e la sua famiglia", conclude Pietro.
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