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Rocco Hunt difende Napoli a Sanremo, interviene anche il Movimento Neoborbonico

Il rapper salernitano Rocco Hunt ha difeso a spada tratta la città partenopea al Festival di Sanremo, interviene il Movimento Neoborbonico.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

17/02/2025 19:04 - Altre notizie
Rocco Hunt difende Napoli a Sanremo, interviene anche il Movimento Neoborbonico
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Rocco Hunt a Sanremo ha cantato la storia dei ragazzi emigranti che devono per forza lasciare i loro paesi d'origine e gli affetti più cari, nel Sud dimenticato verso il Nord e l'estero. Il cantante salernitano è stato protagonista anche di un altro episodio, quando nel dopo Festival ha preso le distanze dall'ironia gratuita su Roccaraso e sulla città di Napoli.

A tal proposito è intervenuto anche il Presidente del Movimento Neoborbonico, Gennaro De Crescenzo, che applaude il rapper salernitano sui suoi social: "Rocco Hunt, il ragazzo che sognavamo, il ragazzo del sud di domani. Quando tutti i giorni h24 difendiamo Napoli e il Sud senza alcun guadagno se non quello di sentirci a posto con la coscienza di Napoletani e Meridionali innamorati della propria terra, progettavamo e sognavamo Napoletani e Meridionali pieni di senso di appartenenza e anche del coraggio di manifestarlo. In questo senso Rocco Hunt è un esempio a tratti commovente. Salernitano, 30 anni, un Sanremo già vinto e tanti successi. E pensiamo al suo amore per Napoli senza assurdi scontri Napoli-Salerno ("se tifi un'altra squadra sei lo stesso mio fratello"), alla sua venerazione per Pino Daniele, al suo orgoglio e al coraggio del suo orgoglio l'altra sera di fronte alle ridicolizzazioni roccarasiane in RAI, pensiamo alla chiarezza e alla bellezza delle sue parole ("canto per quei ragazzi emigrati dal Sud e che non possono neanche tornare perché i biglietti di treni e aerei sono cari"). 


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"Ecco, forse dobbiamo leggere qualche passaggio dei suoi testi: "Questo posto non deve morire, la mia gente non deve partire, il mio accento si deve sentire, è nu iuorno buono", scriveva qualche anno fa sintetizzando centinaia di libri e di convegni "meridionalisti", associando l'idea della necessità di una emigrazione che dura da oltre un secolo e mezzo e quella delle radici per fermare questo trend che colpisce prima di tutto i giovani e desertifica un intero territorio che non deve dimenticare le sue radici ("E sono sicuro che un sorriso l'ho strappato pure a voi lassù") e non deve perdere le speranze ("dimentica di andare fuori per lavoro, le nuove aziende fioriranno nel tuo territorio, dimentica le banche, li presteremo noi a loro")". 

"E per questo, nell'ultimo Sanremo, usa ancora il suo "accento" e torna sul tema in "Mille vote ancora" tra la rabbia per una storia sempre uguale a se stessa ("ogni giorno è un regalo per chi come me è destinato a partire") e una malinconia (giustamente) senza alcun pudore ("non è stata domenica mai più da quando sono andato via da casa mia, rimpiango anche le cose che odiavo, le stesse che mi hanno fatto andare via"), tra una poesia che si inserisce a pieno diritto nella storia della canzone napoletana ("E mò riportami dove overamente songo io, 'o ccafè dint' 'e ccanzone, viento 'e mare che sbatte pe ddinto ê feneste, me sceta e po' se ne va") e un grido forte e chiaro ("me vonno fottere ll'anema ma io cu ppoco sto buono, mille vote ancora â casa mia, mille vote ancora"). Chi ha detto che i giovani sono "leggeri"? Chi ha detto che ai giovani non interessa la politica? Chi ha detto che il Sud non ha speranze? Gennaro De Crescenzo".


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.
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