Napoli, 18enne ucciso. È stato un suo cugino a spararlo alla testa

A raccontare questa versione è stato lo stesso cugino della vittima, che si è recato spontaneamente in questura a Napoli.
Il ragazzo di soli 18 anni morto a Napoli per un colpo di arma da fuoco alla testa, sarebbe morto per un 'gioco' finito male. In serata il fermo di un suo amico e parente: sarebbe stato lui a esplodere il colpo "per errore". Poco prima delle 5 Arcangelo, incensurato, era con altri due amici tra cui un suo parente di 19 anni, un cugino.
Sembra che proprio il cugino stesse maneggiando una pistola quando è partito un colpo che ha raggiunto Arcangelo alla testa. In particolare, forse per testare l'arma, il giovane avrebbe "scarrellato" e sarebbe stato espulso anche un proiettile, trovato a terra, sul posto. Poi è partito il colpo mortale. Inutile la corsa e il ricovero all'ospedale Vecchio Pellegrini. Una tragedia che si poteva evitare.
A raccontare questa versione è stato lo stesso ragazzo, che si è recato spontaneamente in questura a Napoli. Il fermo riguarda i reati di porto illegale d'arma e ricettazione; il giovane è stato poi indagato per omicidio colposo. La polizia dovrà ora verificare se le cose sono andate effettivamente così. Una vicenda davvero drammatica, ancora una volta Napoli si è macchiata di sangue e tanta violenza.






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