I 40 anni di "Non ci resta che piangere": retroscena Troisi-Maradona, incassi superiori a 2 colossal

La storia racconta le avventure del bidello Mario e del maestro Saverio che si ritrovano catapultati nel 1492 e incontrano i vari Savonarola, Leonardo e Colombo.
A Natale del 1984 trionfò al cinema un film italianissimo che fu in grado di battere due colossal come "Indiana Jones e il tempio maledetto" e soprattutto "C’era una volta in America" di Sergio Leone: con 15 miliardi di lire "Non ci resta che piangere" fu un successo clamoroso, secondo al box office, ma fu un testa a testa, solo dopo l’irraggiungibile "Ghostbusters". Ma c'è chi scrive che fu addirittura primo.
Negli anni il film diretto ed interpretato dal duo Massimo Troisi-Roberto Benigni è diventato un vero e proprio club per gli appassionato di comicità. Ed oggi che ha compiuto 40 anni continua ad essere molto visto sulle varie piattaforme. La storia del bidello Mario e del maestro Saverio che si ritrovano catapultati nel 1492 e incontrano i vari Savonarola, Leonardo da Vinci e Cristoforo Colombo, piace anche alle nuove generazioni.
Per questo film la produzione pagò 70 milioni di lire i Beatles perché Massimo Troisi canta "Yesterday". C'è un simpatico retroscena che riguarda proprio Troisi: nel corso delle riprese l'attore-regista di San Giorgio a Cremano indossava una t-shirt con l'immagine di Diego Armando Maradona che era arrivato a Napoli il 5 luglio di quell'anno. C'era grande euforia per l'acquisto del più grande calciatore al mondo e anche Massimo, grande tifoso azzurro, era in estasi.








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