Rocco Hunt: "Pino Daniele mi invitò nella sua villa per scrivere un brano, poco dopo morì"
Il rapper salernitano ricordò qualche mese fa la grande esperienza accanto ad uno dei migliori artisti partenopei della storia.

Rocco Hunt, qualche mese fa, ospite della trasmissione RAI "Stasera c'è Cattelan", ricordò un momento della sua carriera legato a Pino Daniele. "Idolo? Sono molto fortunato, è stato un dono collaborare con il maestro Pino Daniele. E' uno dei momenti più belli della mia vita - le parole del rapper - quando Pino mi invitò a partecipare al suo concerto al Palapartenope. Fu una grandissima opportunità e un grandissimo onore".
"Lo incontrai a Radio DeeJay dove stava promozionando un tour. Io ero a casa con Emiliano Pepe, suonavamo insieme quell'anno. E lui mi disse che sarebbe andato da Pino Daniele. Io mi imbucai e conobbi Pino Daniele anche grazie al figlio Alessandro. Lui già mi conosceva, restai felice e sorpreso di questa cosa. Mi disse: "Uagliò, se a dicembre non hai niente da fare, faccio le reunion "Nero a metà" al Palapartenope, puoi venire come ospite. Era aprile, maggi e non sentii più nessuno fino a quando mi chiamò lui stesso e mi confermò tutto. Mi chiese: "Quale pezzo del mio repertorio vuoi fare?". Io risposi: "Quanno Chiove".
"Il maestro Pino provò a farmi cambiare idea, disse "Sei sicuro? Guarda che il mio pubblico era esigente, è una canzone importante". Me lo chiese cinque volte. Io dissi che volevo cantare quel pezzo lì. Quando salimmo sul palco e iniziammo a cantare, steccai. A mezzanotte, mentre tornavo a casa, Pino mi telefonò e mi disse "te l'avevo detto di non fare Quanno chiove". E aggiunse che forse sarebbe stato il caso di cambiare brano il giorno dopo che c'erano altri spettacoli. Quando gli chiesi quale potevamo fare, lui mi rispose "Puozze passà nu guaio", che è il titolo di un suo pezzo, ma io lo percepii anche come simpatico "richiamo ufficiale", una simpatica minaccia".
Infine concluse: "Sulle scalinate del Palapartenope, c'è una finestra: mi ritrovai faccia a faccia con Pino Daniele che fumava il sigaro. Parlando del più e del meno, mi disse: "Quando finisce questo casino della promozione e passa Natale, ci vediamo in Toscana nella mia bellissima villa, ci sono gli ulivi, beviamo un bel bicchiere di vino e facciamo una bella canzone insieme. Purtroppo ai primi di gennaio la notizia della morte e non ho avuto questa fortuna, ma il ricordo più bello, l'onore più importante che io abbia ricevuto è stato cantare sullo stesso palco di Pino Daniele".
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