Onana: "Un anno all'Inter ne vale 10, spogliatoio come una discoteca. Multe salate, 35 iPhone"
"C'è una cosa che all'Inter detestano profondamente perché considerata una mancanza di rispetto: arrivare in ritardo", ha raccontato l'ex portiere.

André Onana, portiere del Manchester United, ha rilasciato alcune dichiarazioni al podcast Le Media CARRÉ, e si è soffermato su alcune scelte in carriera. "Ero al corrente delle difficoltà, alcuni giocatori mi scrivevano ‘prepara l’impermeabile perché piove sempre, ti deprimerai’. Ma io non potevo dire di no al Manchester United, è una istituzione", ha spiegato.
"Non ho riflettuto a lungo quando è arrivata la proposta, ho detto ‘let’s go’. Per me era una nuova sfida in cui dare tutto. Il nostro obiettivo principale è rimettere lo United nel posto che gli compete, è il più grande club inglese. Non è facile perché gli avversari sono forti: abbiamo i nostri vicini del City e del Liverpool che fanno bene, la Premier League è un campionato estremamente competitivo", sottolinea il portiere.
Onana ha raccontato alcuni episodi legati alla sua esperienza all'Inter: “Sono stato lì un anno ma è come se ne avessi vissuti dieci. Il nostro spogliatoio era una discoteca. Un giorno arrivo puntuale all’allenamento, ma Denzel Dumfries mi segnala che sono in ritardo, quindi pago la multa. Le multe erano salate, per uno scherzo del genere mi hanno fatto comprare 35 iPhone perché bisogna comprarli per tutti. C’è una cosa che detestavano profondamente perché considerata una mancanza di rispetto: arrivare in ritardo”.








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