Marotta spiazza i tifosi dell'Inter con un annuncio a sorpresa: "Volge al termine"
Beppe Marotta, presidente e amministratore delegato del club nerazzurro, ha rilasciato alcune dichiarazioni dopo il premio alla carriera.

Beppe Marotta, presidente e amministratore delegato dell'Inter, ha ricevuto a Genova un premio per la sua carriera e a margine dell'evento "Un cuore da Leone - Gian Luigi Corti" ha ripercorso alcuni momenti della sua carriera e non è mancato un annuncio.
Le dichiarazioni di Beppe Marotta
Queste le sue parole: "Sono molto onorato e fiero di essere qua. Negli ultimi anni, grazie a un percorso fortunato e vincente, ho ricevuto tantissimi premi, però riceverlo qui a Genova, dove ho vissuto anni indimenticabili che poi mi hanno spinto a una carriera ancora più luminosa, rappresenta per me un momento molto importante. La mia storia? Io avevo un sentimento molto forte, che era la passione per questo lavoro, questa attività. Sono molto grato alla famiglia Garrone e ricordo con particolare affetto il presidente Riccardo”.
"È un onore - ha aggiunto - che per un ragazzino che si è avvicinato al calcio a 6 anni essere oggi presidente dell’Inter. Ricordo quando trattavo col magazziniere del Varese per vedere gli allenamenti. Sono un diplomatico. Me lo riconosco. Mi piace mediare e cercare sempre una soluzione. Mauro Colantuoni (presidente del Varese dell'epoca, ndr) mi soprannominò Kissinger, perché io sono diplomatico di natura. Sono diventato presidente dell’Inter perché mi sentivo pronto per farlo, grazie alla conoscenza, la professionalità, a un team che ho scelto negli ultimi anni e sono andato a centellinarlo, come faccio sempre, perché credo che la fortuna di un leader sia quella di avere uno staff e di avere un team di collaboratori validi. Io ho dei grandissimi collaboratori, li ho sempre avuti e sono poi stati la mia fortuna".
L'annuncio a sorpresa
Poi l'annuncio che spiazza i tifosi nerazzurri: “Vogliamo vincere e toglierci ancora tante soddisfazioni con l'Inter. Il mio percorso dal punto di vista professionale, è chiaro, volge al termine. Vorrei finire bene nel calcio e poi ho un sogno nel cassetto. Lo sport mi ha dato tanto e vorrei restituire qualcosa. Con la mia esperienza, con le competenze acquisite, magari aiutando i più giovani. Vorrei tanto che il diritto allo sport, che è sancito dalla nostra Costituzione, vada di pari passo con la gratuità. Oggi il problema della dispersione dei nostri giovani nello sport nasce anche da difficoltà di carattere economico. Almeno, non so, non conosco la realtà genovese, conosco la realtà lombarda di Milano. Non ci sono più i mecenati e quindi le società, per dovere, per questioni di rispetto di sostenibilità, devono far pagare delle rette, delle iscrizioni che sono i €70, gli €80, €90 al mese per giocare. Non tutte le famiglie possono farlo, per cui ci sono ragazzini che non possono avvicinarsi. Questo è il mio primo obiettivo”.
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Udinese | 32 |
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Torino | 27 |
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Cremonese | 23 |
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Lecce | 18 |
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