Gattuso: "Italia 2006? Vedemmo la Francia allenarsi prima della finale, Buffon si mise ad urlare"
"Vigilia finale di Berlino? Andammo a fare il sopralluogo al campo, vedemmo la Francia che si allenava a maniche corte sotto la pioggia", ha raccontato.

Gattuso, oggi allenatore dell'Hajduk Spalato in Croazia dove si sta giocando lo scudetto, ha rilasciato un'intervista a Vivo Azzurro dove ha toccato diversi temi. In primis ha svelato i segreti del suo carattere: "Grinta e cuore sono l'abc del calcio. Senza voglia, senza anima non si può giocare".
Ed ha aggiunto: "Bisogna pedalare, allenarsi, avere rispetto e fare una vita sana per andare a 1000 all'ora, perché è vero che il calcio è cambiato, però sono aumentate le velocità, sono aumentati i contatti fisici e bisogna essere pronti perché non basta avere solo tecnica. A darmi fastidio sono quei ragazzi che hanno talento e non riescono ad esprimerlo, non spingono e si accontentano. Quello mi fa andare fuori di testa. La difficoltà più grande oggi da parte mia è far capire che bisogna rispettare un lavoro che per il 90 per cento dei ragazzi era il gioco più bello del mondo e che poi è diventato un lavoro".
Poi ha ricordato quando a 12 anni andò via da Schiavonea: "Appena lasciata casa, dissi subito che non sarei tornato. A mamma e papà dissi che se non fosse andata bene nel calcio, me ne sarei andato a lavorare in Germania. Ho sofferto sì, però ogni volta che chiudevo gli occhi quando indossavo la maglia della nazionale e c'era l'inno nazionale, io ricordavo tutta la mia infanzia".
Sul Mondiale vinto nel 2006: "Cosa significa essere campione del mondo? Non lo so, so soltanto che da parte mia è stato un sogno. Io non ho mai pensato di voler vincere un Mondiale perché è sempre stato un qualcosa più grande di me. Vigilia finale di Berlino? Andammo a fare il sopralluogo al campo, vedemmo la Francia che si allenava a maniche corte sotto la pioggia: fisicamente erano messi nettamente meglio di noi. Ma Buffon cominciò a urlare: 'Ragazzi non ci fanno paura: possono essere grossi quanto vogliono, ma domani ce li mangiamo'. Poi per 20 ore nella testa ho pensato a quanto fossero grossi e quanto forte era Zidane".








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