Criscitiello esplode: "Un disastro annunciato. Il buco nero del calcio italiano"

In un editoriale sul sito di Sportitalia, il giornalista sportivo Michele Criscitiello si è lasciato andare ad uno sfogo durissimo sul calcio italiano.
A pochi giorni dall'ennesimo fallimento della Nazionale italiana che ha scatenato un terremoto ai vertici federali, c'è chi non ha voluto spegnere i riflettori nonostante la ripresa della Serie A. In un editoriale su Sportitalia.it, Michele Criscitiello ha utilizzato parole molto forti.
Criscitiello: "Il disastro annunciato del calcio italiano
"Un disastro annunciato che se non cambia prospettiva continuerà per oltre 20 anni, arrivando alla morte definitiva di uno sport tenuto in vita solo dal folle amore che proviamo per quel pallone. Però quel pallone è finito nei piedi sbagliati, lo trattano male e non riescono a fare due passaggi di fila. Al centro del progetto deve esserci il calcio inteso come sport e non come un rifugio di interessi politici, personali ed economici" ha scritto il direttore di Sportitalia.
"Un Presidente di una Lega calcistica non può guadagnare circa 300 mila euro all’anno. Per intenderci, un Premier in Italia ne prende 180. Non possiamo continuare con il clientelismo, le raccomandazioni e gli ingressi a Coverciano riservati ad allenatori amici e parenti o ex calciatori, quando invece i bravi possono essere anche i figli di operai malati di calcio. La Nazionale non è il problema. La Nazionale accende i riflettori sul problema. Quello che tutta Italia racconta oggi, noi lo facciamo da 12 anni perché i problemi sono sotto" ha aggiunto Criscitiello.
"La partita non è finita. Bisogna mandarli a casa veramente e non solo per facciata. Con il campionato che è ripartito i fari torneranno a spegnersi. State certi che i nostri saranno sempre accesi. La rivoluzione questa volta deve avvenire nei nomi e nelle riforme" ha concluso il giornalista irpino.






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