Ciccarelli: "Juve, certi sgarri nello sport si pagano! Mercato Napoli da 7, occhio al ruolo di Callejon"
L'analisi tra mercato e campo: "Dopo Llorente, per me non arriva pił nessuno ma Ancelotti continuerą ad avere un modulo molto mobile".
Leonardo Ciccarelli, apprezzato giornalista, ai nostri microfoni ha fatto il punto della situazione in casa Napoli a poche ore dal big-match contro la Juventus e a tre giorni dalla fine del calciomercato: "Da uno a dieci, ad oggi, che voto darei al mercato di Napoli, Juventus e Inter? Al Napoli darei un 7: ha piazzato due dei tre colpi più costosi della propria storia, portando in squadra due giocatori che io avrei preso in caso di cessioni eccellenti come Manolas e Lozano. Di Lorenzo, Elmas e Llorente sono buoni colpi di contorno che daranno soddisfazione ai tifosi, Lozano invece farà innamorare il San Paolo. Non di più perché la gente si aspettava di più, c'erano tanti soldini da parte e perché restano lacune e incognite che se vuoi vincere devi risolvere. Alla Juve idem il 7. C'era poco da migliorare, forse peggio in uscita ma molto bene in entrata con colpi sottovalutati, soprattutto quello di De Ligt perché a Torino è arrivato un probabile Pallone d'Oro. La prova della loro forza è nell'infortunio di Chiellini: possono ripiegare su Demiral, Rugani e De Ligt, è un'indecenza. Inter regina del mercato invece, mercato da 9. Ha preso un giocatore meraviglioso come Sensi che penso esploderà quest'anno, un carrarmato come Lukaku che in Italia farà la differenza più di quanto fatto in Inghilterra dove è stato sempre sottovalutato, per non parlare dell'operazione Sanchez, di Godin che con De Vrij e Skriniar davanti ad Handanovic va a formare una delle difese più forti al mondo. Intelligente l'operazione Biraghi. Ammirevole il principio applicato sul caso Icardi. Il top player lì è in dirigenza e darà i suoi frutti nel breve termine secondo me".
Fantasia e sogni miscelati allo stupore: dovessero incredibilmente arrivare anche James e Icardi, sarebbe corretto dire che il Napoli colmerebbe del tutto o quasi il gap con la Juventus in chiave scudetto?
"Quasi del tutto sì. In quel caso Ancelotti sarebbe costretto a mantenere vivo il campionato fino all'ultimo secondo dell'ultima giornata e poi succeda quel che succeda. Purtroppo questa costrizione, il buon Carletto non la avrà".
Viceversa, non dovessero arrivare James e Icardi, sarebbe più corretto puntare sui calciatori che ci sono o prenderesti comunque un 9 e un 10? Se si, quali sarebbero secondo te i nomi giusti?
"Un 9 serve ed infatti arriva Llorente. Io penso che Llorente verrà impiegato come punta quando Ancelotti proverà Callejon nel suo antico ruolo di trequartista con Insigne a sinistra e Lozano a destra e ci faranno divertire un mondo. Penso sia un ottimo acquisto e non capisco lo scetticismo. E' un giocatore che sa vincere e che porta un contributo che esula dai gol anche se fa gol che pesano tanto ed infatti nell'esperienza al Tottenham ha segnato pochissimo, ma è stato tanto utile per Pochettino. Un 10 anche serve, servirebbe forse. I giocatori ci sono, il Napoli si è incaponito su quei due perché erano gli unici ipoteticamente fattibili alle condizioni di De Laurentiis ma il mercato non funziona come pensa il presidente ed infatti il Napoli di tutti gli obiettivi dichiarati, ne ha portato a casa solo uno ed era anche una terza scelta".
Il giocatore del Napoli che ti ha impressionato di più a Dimaro e in generale in questo precampionato che si avvia al termine.
"Insigne, come al solito. Passa sempre sottobanco ma Insigne, il nostro capitano ci tengo a ribadire, è un giocatore che ci invidiano tutti e che, fosse in un'altra squadra, lo chiederemmo come abbiamo chiesto James e Cavani. Insigne è un giocatore intelligente, al netto delle battute sulla sua proprietà di linguaggio, ma è uno che capisce di calcio molto più di tutti quelli che lo criticano e lo dimostra nei movimenti. Lui riesce a vedere cose che gli altri non vedono e questa è una caratteristica dei campioni. Lui non lo è, non sappiamo se lo sarà; gli manca la capacità di vincere, Ancelotti può insegnargliela".
Ti convince il cambio di modulo di Ancelotti che si è portato avanti con il lavoro pur senza la certezza di avere altri interpreti? O secondo te è sicuro che arriveranno?
"Per me a questo punto non arriva più nessuno ma Ancelotti continuerà ad avere un modulo molto mobile. A Firenze abbiamo visto il 4231, con la Juve potremmo rivedere un 3421, poi ancora il 442. Il mercato, i giocatori richiesti, i movimenti visti ci dicono solo che Ancelotti continuerà sempre a volere questo tipo di calcio fluido. E' ammirevole, in un mondo del calcio dove molti allenatori vincenti richiedono gli specialisti. La storia del calcio, come la storia classica, è sempre circolare e si tornerà al calcio che sta proponendo Ancelotti, infatti stanno tornando a nascere i trequartisti ed i centrocampisti più in voga non sono più specialisti: Pogba, De Bruyne, Kroos o gli stessi Fabian, Zielinski, Elmas".
Sarri sembra sotto stress e la Juventus costantemente sotto osservazione dopo il cambio di rotta tecnico: è un vantaggio per le avversarie?
"Decisamente sì. Una delle fortune della Juventus nella storia è il non avere una piazza a cui dar conto quindi la pressione inevitabilmente viene meno. Gli occhi su Sarri fanno bene alle avversarie, soprattutto in un periodo di transizione. La Juventus vista a Parma era una Juve di Allegri con la supponenza delle squadre di Sarri, una supponenza che va bene se i meccanismi girano, altrimenti rischi di prenderle ed infatti il Parma avrebbe meritato il pareggio".
Seconda giornata: Sarri + Higuain contro il passato. Ti aspettavi l'approdo del toscano alla Juve? Cosa ti aspetti sul versante del gioco?
"Non mi sarei mai aspettato questo tradimento, perché di tradimento si tratta. Lui e gli adepti della sua setta si nascondono dietro il dito del professionismo ma un professionista è tale se credibile, lui non lo è stato, ha solo sfruttato l'occasione e usato le parole che voleva il pubblico. La sua indole da banchiere è molto più forte della sua indole da comunista. Le parole dopo la vittoria dell'Europa League, in cui afferma che non sarebbe potuto andare direttamente in un'altra squadra italiana la dicono lunga anche sulle notizie uscite l'anno scorso che proprio alla Juve lo volevano. E' un tradimento molto più grosso di quanto fatto da Higuain, che ha dato una sua versione dei fatti, che collima con il passato tra l'altro. Inoltre Higuain non ha mai insinuato che la Juve rubasse gli scudetti, a differenza del Maestro. Mi aspetto sicuramente una Juventus rivoluzionata nel gioco perché la scelta di Agnelli è stata coraggiosa, storica. La Juve in 130 anni non ha mai professato un gioco votato all'armonia. La Juve è un simbolo di forza granitica, fredda e calcolatrice nel bene e nel male. Lo era con Combi e Ferrari a inizio '900, lo è stata con Boniperti, Scirea e tutti gli altri campioni. E' la loro storia e hanno deciso di cambiarla. Fosse stata un'altra squadra, le avrei augurato il meglio ma come dice Rasheed Wallace: Ball don't lie e certi sgarri come quelli di questa estate, si pagano nello sport".








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