Matri shock: "Pensavo di avere la SLA, il fallimento al Milan come un lutto. Convivo con le mie paure"

Alessandro Matri, ex calciatore che in passato ha vestito le maglie di Milan e Juventus, si è lasciato andare ad una vera e propria confessione.
Alessandro Matri si mette a nudo e racconta il lato più oscuro del successo. L'ex attaccante da 92 gol in Serie A, che ha vestito maglie pesanti come quelle di Juventus e Milan, ha confessato alla Rai i suoi periodi duri legati a una profonda fragilità psicologica.
Matri shock: "Pensavo di avere la SLA"
Queste le parole dell'ex attaccante: "Pensavo di avere la SLA, pensavo di avere la sclerosi multipla. Sono andato in analisi, ora convivo con le mie paure". Un dramma intimo nato sotto i riflettori, specchio di una vulnerabilità troppo spesso nascosta nel mondo del calcio. Il momento di massima crisi è coinciso con l'esperienza rossonera nella stagione 2013/14, un'avventura vissuta con addosso una pressione insostenibile.
"Il fallimento al Milan come un lutto"
Matri ha descritto così quel doloroso blocco al Milan: "Ho iniziato a vivere male, mi chiudevo in casa la sera. Ho vissuto il fallimento in rossonero come un lutto, mi sentivo un peso. È iniziato il mio calvario calcistico, ho perso autostima e fiducia. Sono diventato vulnerabile, sono caduto in un percorso di depressione da ipocondria". Un isolamento amplificato dal timore di mostrare il fianco in un ambiente privo di tutele emotive.
"Convivo con le mie paure"
Isolato nei propri timori, l'ex bomber ha faticato a trovare interlocutori nel club: "Un calciatore pensa di essere un supereroe per la gente, ha paura a parlare di queste cose con l'allenatore, i compagni o il presidente. In questo modo, uno si tiene tutte le paure". La svolta è arrivata grazie agli affetti più cari: "Ho avuto la prontezza e il coraggio di dire a Federica e ai miei genitori che avevo paura di avere qualcosa. Mi sentivo accudito e protetto, sono andato in analisi e sono stato sempre meglio. Ho ancora piccole paure, faccio esami ogni 6 mesi. Convivo con questo, ma meglio. La nascita delle mie figlie mi ha distolto dal problema".








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