Castellini: "Che ferita lasciare il Torino. Il mio giudizio sul Maradona uomo"

Luciano Castellini, ex portiere di Napoli e Torino, ha parlato anche del Diego Armando Maradona meno conosciuto dai più, l'uomo.
Il Giaguaro Castellini, all'anagrafe Luciano, è stato lo storico portiere del Torino, ma ha anche vestito la maglia del Napoli. In Nazionale è stato a lungo secondo di Dino Zoff. Ma lui non se n'è mai fatto un problema perché ha sempre ritenuto l'ex Juventus più forte di lui.
Le dichiarazioni di Luciano Castellini
Luciano Castellini ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del quotidiano La Stampa toccando diversi argomenti. Di seguito le sue parole: "Il calcio di oggi Non fa più per me, ma bisogna accettare la nuova generazione, i tatuaggi, i codini, i balletti, i giocatori che vanno a salutare il pubblico quando perdi: noi scappavamo dalla vergogna. Voglio bene ai giovani, ho due nipotini, ma è difficile dargli un’impronta".
Qual è la differenza più grande rispetto i suoi tempi? "Sono tante. Adesso il gioco è più veloce, ma tanti tocchi, troppi. A Rivera, che non era rapidissimo, bastava uno stop per l’assist vincente. Ma qualcosa sta cambiando".
Cioè? "Le squadre torneranno con tre passaggi ad andare in porta, anzi qualcuna lo sta già facendo".
Quali sono? "Soprattutto il Milan e il Napoli, guarda caso le prime della classifica: il gioco bello lo fanno fare agli altri, però vincono. Anche l’Inter sta diventando così".
"Che ferita lasciare il Torino"
Il Napoli è l’altra grande tappa della sua carriera: ci rimase male quando Pianelli nel 1978 lo lasciò partire? "È stata una ferita, poi però si è rivelata un’altra esperienza bellissima. L’affetto della gente era molto simile a quello ricevuto al Toro".
Un parere su Maradona
Ha giocato con Maradona… "Un campione assoluto che non te lo faceva mai pesare, unico anche fuori: mai sentito nessuno parlarne male".








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