L'Inter poteva perdere a "tavolino"? Sì, l'ha salvata Audero. Cosa dice il regolamento
L'articolo 10 del codice di giustizia sportiva FIGC dà tutte le risposte sul caso del petardo che ha causato problemi ad Audero nel corso di Cremonese-Inter.

Il petardo che ha colpito Audero fa ancora rumore nonostante alcuni tentativi di silenziare o ridimensionare l’accaduto. In relazione al responsabile, ad esempio, in prima battuta si è parlato di "gesto isolato di un cane sciolto", poi si è scoperto che colui che ha lanciato il petardo che ha stordito il portiere della Cremonese durante la sfida contro l’Inter, sarebbe addirittura un ultras (giovanissimo: ha 19 anni) di un noto gruppo. Saranno gli inquirenti a fare luce sul caso.
Audero, ex portiere proprio dell’Inter, nonostante il dolore tremendo (“come se mi avessero tirato una martellata all’orecchio, facevo fatica a sentire”, parole sue) e nonostante il “taglio nella gamba destra e un bruciore fortissimo”, come ha confermato lui stesso, ha deciso di restare in campo. A quel punto la gara è andata avanti “regolarmente” – se così si può dire - e si è chiusa sul punteggio di 0-2 in favore dei nerazzurri. Ma davvero l’Inter “in ogni caso” – come hanno sostenuto addetti ai lavori in tv - non ha rischiato quella che un tempo si chiamava “sconfitta a tavolino”? Davvero l’Inter non ha rischiato punti di penalizzazione? Le risposte vanno ricercate nel codice di giustizia sportiva FIGC, non di certo nelle parole di presunti esperti. Ci siamo confrontati con professionisti del settore per analizzare correttamente l’art. 10 del suddetto codice che disciplina la “sanzione della perdita della gara”.
Assodato che non ci sono dubbi sulla giusta omologazione del risultato di Cremonese-Inter alla luce della decisione di Audero di restare in campo (applaudita ex post anche dal club grigiorosso che ha lodato pubblicamente il proprio tesserato per la “sportività mostrata”), la domanda che in tanti si pongono e a cui nessuno osa dare risposte certe è: se Audero avesse chiesto di uscire dal campo (è rimasto stordito per tre minuti) per andare in ospedale a fare accertamenti o comunque di restare fuori perché non al 100%, chiedendo al contempo il cambio, cosa sarebbe accaduto? Ce lo dice il punto 2 dell’art. 10: “Non si applica la sanzione della perdita della gara se si verificano fatti o situazioni imputabili ad accompagnatori ammessi nel recinto di gioco o sostenitori della società che abbiano comportato unicamente alterazioni al potenziale atletico di una o di entrambe le società. La società ritenuta responsabile è punita con la sanzione minima della penalizzazione di punti in classifica in misura almeno pari a quelli conquistati al termine della gara”.
Va da sé che l’uscita dal campo di Audero avrebbe comportato una alterazione del potenziale atletico della Cremonese. E dunque il club di casa avrebbe potuto far valere le proprie ragioni e diritti. L’Inter, dunque, avrebbe rischiato seriamente punti di penalizzazione “in misura almeno pari a quelli conquistati al termine della gara”.
Inoltre – anche se è difficile – l’arbitro avrebbe potuto valutare il pericolo per l’incolumità dei calciatori in campo (del resto un altro petardo è esploso tra le mani di un altro tifoso che avrebbe potuto lanciarlo sul terreno di gioco) o degli spettatori sugli spalti. Andare avanti è stato un rischio? Probabilmente sì. Un altro petardo in campo avrebbe comportato quasi certamente la sospensione della gara e dunque in questo caso il punto 1 dell’art. 10 ci dà la risposta: “La società, ritenuta responsabile di fatti o situazioni che abbiano influito sul regolare svolgimento di una gara o che ne abbiano impedito la regolare effettuazione, è punita con la perdita della gara stessa con il punteggio di 0-3”.
E allora, in definitiva: l’Inter ha rischiato o no punti di penalizzazione o addirittura la sconfitta con il punteggio di 0-3? La risposta è sicuramente sì, dunque è errato dire che “in ogni caso l’Inter non avrebbe perso a tavolino”. Il tavolino è sparito, certo, ma la sostanza non è cambiata del tutto. Marotta e soci, dunque, devono ringraziare Audero, ex Inter, ed il coraggio dell’arbitro che ha fatto proseguire la gara. E se fossero piovuti altri petardi da quel settore? Per ora è giusto fermarsi qui.
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