Conte vede ora la squadra a 360 gradi e il mercato lo aiuterà su un aspetto
Bersagliato ferocemente dalla critica, Antonio Conte ha risposto del miglior modo possibile nel suo mondo: con il campo.

Aveva chiesto tempo a chi, di tempo, non voleva saperne. Perché forse molti hanno trascurato un elemento essenziale: inserire nove giocatori nuovi, per di più provenienti da contesti, lingue e culture calcistiche differenti, non significa ottenere un'immediata armonia. La domanda "perché cambiarne così tanti?" aleggia da mesi, quasi fosse un atto d'accusa.
Eppure la risposta è semplice e, al tempo stesso, profondamente legata alla natura del calcio: ogni allenatore ha le sue esigenze, il suo metodo, il suo disegno. E quando il lavoro procede nella direzione giusta, quelle esigenze meritano rispetto. Certo, se emergono soltanto gli aspetti negativi, la critica è legittima, persino necessaria. Ma ciò che troppo spesso manca è la pazienza: si giudica con fretta, si semplifica, si svuota di significato l'analisi, riducendola a un esercizio effimero.
Ecco perché la risposta che oggi sta dando Antonio Conte è tanto chiara quanto inconfutabile: vede la squadra a 360 gradi. Sta plasmando un gruppo, non un insieme di nomi.
Gli infortuni, è vero, lo hanno costretto a scelte obbligate. Ma ciò non toglie che alcune decisioni rivelino la sua mano tecnica. Basti pensare a Politano - uno dei cardini del suo gioco - rimasto in panchina per tre partite, con David Neres promosso titolare al suo posto. Non un caso, ma un segnale: Conte valuta, sperimenta, costruisce.
Il mercato di gennaio, poi, rappresenterà l'ultimo tassello verso il completamento della rosa. Mancano ancora due pedine fondamentali: un vice Di Lorenzo e un sostituto strutturale di Anguissa (attualmente anche indisponibile). Colmare queste lacune significherà offrire all'allenatore la possibilità di sfruttare davvero il turnover e di divertirsi, quasi come un artigiano davanti a un materiale prezioso, nel comporre di volta in volta l'undici più adatto.
Perché questo Napoli, quando sarà definitivamente rifinito, avrà una ricchezza tale da rendere le scelte non un problema, ma un privilegio.
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