VIDEO - Report, Ruffo: "Agnelli ci accusa, costretti a nuove rivelazioni. Moriṛ giocando a..."
"Non volevamo tornare sull'argomento, ma siamo stati accusati platealmente di aver taroccato e detto il fatto", le parole di Ruffo.

Federico Ruffo, autore dell'inchiesta della trasmissione Report sulla Juventus ed il bagarinaggio, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Un Calco alla Radio, trasmissione di approfondimento sui temi caldi in casa partenopea e non solo, in onda sulle frequenze di Radio CRC. Ecco le sue considerazioni: "Lo dico con estrema serenità: il fatto che si stiano scaldando gli animi attorno a questa vicenda, mi preoccupa. Gli animi erano già molto agitati sulla questione Superga, tra poco c'è il derby e la replica della Juve ci costringe a tornare sull'argomento. Mi preoccupa che gli animi tra i tifosi si scaldino. Abbiamo una responsabilità nel non agitare gli animi, c'è anche un aspetto etico. Non volevamo tornare sull'argomento, ma siamo stati accusati platealmente di aver taroccato e detto il falso, quindi adesso vogliamo rispondere mostrando altre immagini. Non c'era bisogno di fornire ulteriori dettagli da altre intercettazioni. Sul piano etico e professionale, ieri ero molto risentito e avrei mandato subito in onda il materiale che abbiamo ancora per le mani. Noi non lo facciamo per audience. Quando si parla di calcio, sembrano tutti professori, ma poi non hanno studiato. Le donne cambiano canale, quando si tratta di calcio. Abbiamo fatto un buono share, ma il solito quando va in onda Report".
Ruffo ha poi aggiunto: "Cosa rispondo ad Agnelli? E' padrone di dire ciò che vuole, non sono io a dovergli rispondere. Certo, è surreale parlare di rispetto delle sentenze, quando la giustizia sportiva e quella ordinaria spesse volte si smentiscono a vicenda. Al di là del dettaglio tecnico, è surreale parlare di rispetto delle sentenze e poi esporre scudetti ritirati. Trovo singolare che, conoscendo perfettamente il contenuto di carteggi ed episodi, nessuno dello staff di Agnelli, ancor meno il numero cospicuo di avvocati della Juventus, abbia pensato di sconsigliarlo a parlare così. La Juve sa bene cosa c'è nelle carte della Procura. Un tifoso si è preso la responsabilità di uno dei tifosi di Superga, chi dice altro racconta favole. Trovo surreale che non abbiano detto che D'Angelo veniva aspramente condannato per il suo comportamento e non è stato incriminato solo perché non è un tesserato FIGC, è solo un dipendente. Lunedì faremo sentire altre intercettazioni. Se ne poteva uscire in modo più costruttivo. Avrebbero avuto tutto il tempo di controbattere mostrando la loro documentazione in un confronto utile per tutti. Non mi fanno entrare più allo stadio? Morirò giocando alla playstation come un cane tutto da solo a casa mia".









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