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VIDEO - No a De Laurentiis e Verona, Maggio sta vincendo la sua sfida. E il Benevento ringrazia


, 22/09/2018 13:09
Pubblicato nella sezione Video
VIDEO - No a De Laurentiis e Verona, Maggio sta vincendo la sua sfida. E il Benevento ringrazia

Il presidente del Napoli lo voleva nella sua dirigenza, ma il calciatore vicentino ha preferito continuare a fare quel che sa fare meglio.


Christian Maggio non si ferma mai, nonostante abbia superato i 36 anni, la sua corsa e la sua voglia di lottare sono sempre vive. Cuore e polmoni, ma soprattutto grande professionalità. Mai una polemica, mai una sbavatura: un modello, un esempio per tanti ragazzi. Non è un caso che Mazzarri e Rafa Benitez si siano affidati a lui. Maurizio Sarri un po' meno, ma comunque si è ritagliato il suo spazio. 10 anni di Napoli, 10 anni di gioie e delusioni, di qualche coppa alzata al cielo e qualche piazzamento di troppo, 10 anni finiti in estate. Benevento per ripartire e dare ancora qualcosa al calcio. E, perché no, tornare a segnare. 

 Ieri il capitano delle Streghe, che hanno vinto il derby con la Salernitana per 4-0, ha aperto le danze: palla sulla sinistra per Viola - scrive Calciomercato.com - cross nel cuore dell'area di rigore e Maggio, con un inserimento da mezzala, buca di testa Micai. Di corsa, come sempre; di corsa, come l'esultanza, che si arresta sotto la curva, con un inchino. "Eccomi" sembra voler dire l'11 giallorosso: dopo le fatiche delle prime partite ieri ha regalato una prestazione che ricorda la bellezza del passato. Il suo. Con l'ultimo gol che risaliva al 2005: Europa League, 5 novembre, pokerissimo al Midtjiyland, l'azzurro firmò il quarto gol. 


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IL CUORE SOPRA OGNI COSA - Migliore in campo assieme a Nicolas Viola, quello che doveva essere il capitano prima del suo arrivo. "Ma siamo tutti capitani", le parole di Maggio in seguito al pareggio con il Lecce. Una scelta, la sua, quella di restare in Campania dettata dal cuore: lui, veneto di Montecchio Maggiore, poteva riavvicinarsi a casa accettando l'offerta del Verona oppure dire sì alla proposta di De Laurentiis di diventare dirigente del Napoli seguendo la ragione;  invece no, ha prevalso il cuore, il bene della famiglia, l'amore per una terra che calcisticamente lo ha adottato e la passione per il pallone che rotola su un prato verde. E allora eccolo di nuovo lì, a correre sulla fascia e a fare gol. Come i primi anni a Napoli, come alla Samp, come alla Fiorentina. Con la stessa educazione di sempre. Inchino e via, a macinare di nuovo chilometri. 

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