"Vinsi un miliardo di lire 35 anni fa al Totocalcio, ma non mi hanno mai pagato"

Tiscali News in un articolo a firma di Giuseppe Caporale ricostruisce l'incredibile storia di Martino Scialpi, vincitore del TotoCalcio mai pagato.
Tiscali News in un articolo a firma di Giuseppe Caporale ricostruisce l'incredibile storia di Martino Scialpi, vincitore del TotoCalcio e mai pagato. Vi riportiamo alcuni stralci dell'articolo:
"Sono 30 anni che lotto, dottore... non so se lei può comprendere la mia amarezza. La mia rabbia". Non si è mai trasformato in un assegno circolare il 13 al Totocalcio fatto nel 1981 da questo commerciante di Martina Franca (Taranto). Di quel miliardo di lire vinto sulla carta, non ha mai ottenuto nemmeno un centesimo. Ed ora che sono trascorsi tre decenni e si ragiona ormai da un bel pò in euro, lui spera di incassare parecchi soldi in più: "Ho chiesto 10 milioni di euro come risarcimento. Guardi, non sono pochi. Solo di spese legali in questi anni avrò sborsato un milione... Non mi crede? Ho dovuto sostenere 33 cause. Perfino quando un tribunale di Roma ha chiesto al Coni di trovare una conciliazione con il sottoscritto, questi signori si sono negati. E ora per tutti i loro tentativi maldestri di non pagarmi sono finiti nei guai con la giustizia penale....". Il Coni sostiene che la matrice del tagliando non sia mai arrivata all'archivio corazzato del Totocalcio, ma la schedina, dopo una serie infinita di traversie giudiziarie, nel 1987 fu dichiarata autentica. Scialpi denuncia invece una serie di "anomalie e discrasie" che avrebbero "influenzato" la decisione del tribunale civile di Roma che, il 25 novembre del 2014, ha accolto l'istanza presentata dal Coni di sospensione dell'efficacia del titolo esecutivo sul quale si fonda il pignoramento presso la Bnl, conto terzi, della somma di 3,9 milioni di euro nella disponibilità del Coni: "Come è possibile - dice ancora Scialpi - che questa somma sia ancora bloccata grazie, tra l'altro alla presentazione di documenti falsi, quando è ormai acclarato che quei soldi me li devono dare. Quanto vogliamo ancora andare avanti con questa farsa".
Ora però è intervenuta la procura di Potenza: sono 36 gli indagati per abuso d'ufficio legati all'infinita vicenda giudiziaria della mancata corresponsione della vincita. Tra gli indagati vi sono i vari presidenti del Coni che si sono succeduti in oltre 30 anni di cause, 11 magistrati dei tribunali di Taranto, Bari e Roma, ufficiali della Guardia Finanza, un dirigente dell'Azienda Monopoli di Stato e alcuni avvocati del foro di Roma, di Taranto e dell'Avvocatura dello Stato. L'inchiesta penale è approdata a Potenza perchè la sede giudiziaria competente ad indagare su vicende che riguardano magistrati in servizio presso il distretto della Corte di appello di Lecce, al quale Taranto appartiene.






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