Vergogna a San Siro, bambino napoletano insultato a fine partita. Il papà: "Che schifo"

La denuncia di Francesco, papà di un ragazzino di 13 anni, entrambi erano a San Siro per vedere la gara tra Inter e Napoli.
Inter-Napoli è stata sicuramente una bella partita, tanti gol e tante emozioni. Gli azzurri hanno buttato la vittoria al vento, ma sono dinamiche calcistiche. Meno bello lo spettacolo sugli spalti, il papà di un giovanissimo tifoso azzurro ha denunciato quanto avvenuto ieri sera a San Siro.
La denuncia di Francesco, papà del tifoso 13enne del Napoli
La denuncia di Francesco su Facebook: "Ieri sera ero a San Siro per Inter-Napoli, in Tribuna insieme a mio figlio di 13 anni e a mia sorella. Eravamo lì per goderci una partita. Da napoletani abbiamo esultato ai gol del Napoli, naturalmente. Come hanno fatto, peraltro, tanti altri presenti. Poi l’Inter ha pareggiato e sono partiti i soliti cori contro Napoli e contro i napoletani. Tra questi, anche il solito “Odio Napoli”. Accanto a me c’era un signore sulla cinquantina, molto distinto, con il figlioletto di 5-6 anni. Il bambino, sentendo il coro, gli ha chiesto: «Papà, perché odio Napoli?» E il padre gli ha risposto: «Odio perché non mi piace». A quel punto gli ho detto: «L’odio non dovrebbe esistere nello sport. L’odio è un sentimento negativo». Non mi ha risposto. Ma quella domanda del bambino mi è rimasta impressa. Perché un bambino non nasce odiando Napoli. Non nasce odiando una persona perché è napoletana. Sono gli adulti a insegnarglielo".
Gli insulti degli interisti verso il 13enne napoletano
Poi racconta l'episodio ancora più grave: "E purtroppo non era finita. A fine partita, una coppia di ragazzi sulla trentina ha cominciato a insultare mio figlio. Insulti volgari e, soprattutto, razzisti. Rivolti a un ragazzino di 13 anni. Ed è questo l’episodio che più mi ha fatto schifo. Non il coro. Non lo sfottò. Non la rivalità tra Inter e Napoli. Ma vedere degli adulti prendersela con un ragazzino semplicemente perché tifava Napoli. E tutto questo è successo in Tribuna d’Onore a San Siro. La tanto decantata “civile Milano”".
"Orgoglioso di essere napoletano"
"Io sono napoletano e sono orgoglioso di esserlo. Mio figlio deve poter andare allo stadio, tifare la sua squadra, esultare per un gol e tornare a casa senza essere insultato per la sua appartenenza. Il calcio è passione. È rivalità. È sfottò. Ma l’odio è un’altra cosa. E quando si arriva a insultare un bambino, non c’è più niente di sportivo. C’è soltanto ignoranza. Vergogna", ha concluso.








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