Hojlund giura amore al Napoli: "Dove preferisco giocare? In azzurro! Il Maradona è fantastico"

L'attaccante danese si racconta in un'intervista speciale a otto baby tifosi: dal legame con la città alla gestione della panchina, passando per il mito di Cristiano Ronaldo.
Una chiacchierata senza filtri, ricca di spunti umani e di battute sincere. Rasmus Hojlund si è trasformato in intervistato speciale per otto piccoli tifosi, in un video pubblicato dalla Federazione del suo paese, la Danimarca. Tra aneddoti di spogliatoio, ricordi d'infanzia e rituali pre-partita, il centravanti ha incoronato il Napoli e la sua nuova casa sportiva.
Hojlund: "Napoli mio club preferito. Maradona tra gli stadi più belli"
Alla domanda secca su quale sia il club in cui preferirebbe giocare, il classe 2003 non ha avuto un attimo di esitazione: "Napoli!". Un'attestazione d'amore forte, avvalorata anche dal giudizio sulla sua nuova arena quotidiana: "Qual è lo stadio più bello in cui ho giocato? Ne ho provati molti fantastici, probabilmente Old Trafford o lo stadio Maradona, dove gioco attualmente. Anche San Siro e l'impianto del Bayern Monaco sono 'fighi'...".
Le differenze tra Napoli e Danimarca secondo Hojlund
"A Napoli - ha spiegato Rasmus - c'è la barriera linguistica, parliamo in italiano quando ci alleniamo e poi fa molto caldo, una cosa che in Danimarca non c'è. Poi cambia l'aspetto tattico tra i vari allenatori. Ma quando gioco nei club voglio stare sempre in campo per raggiungere il successo personale".
Hojlund e il mito CR7: "Ronaldo è il mio grande idolo"
E ancora: "Il mio idolo di sempre? Cristiano Ronaldo! Mi piace da impazzire la sua mentalità, è fantastico. Tra le maglie scambiate ho la sua, presa tramite un compagno, oltre a quelle di Kroos e Modric. Il rivale più duro da affrontare? Ronaldo non ha dominato contro di me, ma uno che ci ha veramente fregati è stato Cole Palmer quando segnò tre gol ai tempi del Manchester United".
La routine pre-gara: le abitudini di Hojlund per essere al meglio
"Prima delle partite guardo YouTube, mangio bene e cerco di entrare in trance. Dormo un'ora o un'ora e mezza: fa parte del mio modo di concentrarmi per essere pronto. Il piano B nella vita? Se non fossi diventato un calciatore avrei fatto il muratore, come mio padre".
Hojlund e la mentalità Napoli: fame di successi e appartenenza
Le parole del danese confermano l'impatto devastante che la piazza partenopea ha avuto sulla sua carriera. La capacità di adattarsi rapidamente al calcio italiano, superando anche gli ostacoli della lingua e della preparazione tattica, dimostrano la maturità di un attaccante moderno e affamato. Per il Napoli e per i suoi tifosi, c'è la certezza di avere in casa un profilo con la mentalità da top player, cresciuto nel culto del lavoro e pronto a spingere gli azzurri verso traguardi sempre più ambiziosi.








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