Spalletti da appalusi, ma rischia di perdere Ounas (e non solo). De Laurentiis: era proprio necessario?

Luciano Spalletti, allenatore del Napoli, ha vinto ben dieci delle dodici partite fin qui disputate nel campionato italiano di Serie A.
Il lavoro di Luciano Spalletti a Napoli è finora da applausi. Il tecnico dei partenopei è primo sia in Serie A che in Europa League. Ma non solo. I suoi meriti vanno anche oltre i risultati del campo. Il toscano è riuscito a ricompattare un ambiente, quello partenopeo, che fino a qualche mese fa era decisamente spaccato. C'era una sorta di tutti contro tutti, la tifoseria non aveva perdonato agli azzurri lo sciagurato pareggio interno al Diego Armando Maradona contro il Verona.
Spalletti ha preteso anche la conferma di calciatori come Ounas. Eppure l'algerino, anche prima dell'infortunio, ha finora giocato col contagocce. Con il Verona è entrato solo al minuto numero 41 della ripresa. Eppure l'ex Crotone, quando è stato chiamato in causa, si è fatto sempre trovare pronto. Discorso simile anche per Petagna. L'attaccante, entrato al 91esimo col Verona, meriterebbe probabilmente un maggiore impiego. Il rischio è che calciatori come l'ex SPAL e Ounas, considerando l'insufficienze minutaggio in campionato, possano decidere di cambiare aria a gennaio o, cosa forse ancora peggiore, di non avere le motivazioni del passato in caso di permanenza.
Un'ultima riflessione su Aurelio De Laurentiis. Il presidente, il giorno prima di Napoli-Verona, ha rilasciato alcune dichiarazioni che non avranno certamente piacere a Lorenzo Insigne ("Se vuole andare via ce ne faremo una ragione"). Perché non eludere la domanda del giornalista? Spesso il Napoli riesce a farsi del male anche da solo...








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