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Silvia Ruotolo, 25 anni fa la morte di una vittima innocente: Napoli non dimentica


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Pubblicato nella sezione Altre notizie

L'11 giugno del 1997 Silvia Ruotolo, madre napoletana di due bambini, morì in un agguato della camorra: un commando sparò all'impazzata nei pressi di casa sua.


Silvia Ruotolo, 39 anni, morì l'11 giugno del 1997 nella città dove era nata, Napoli. La donna, mentre tornava a casa sua presso la salita Arenella, di ritorno dalla scuola dove aveva preso suo figlio Francesco di 5 anni, era ormai prossima a rientrare con la figlia Alessandra, di 10 anni, a salutarla dal balcone. In quel momento un commando della camorra sparò all'impazzata con l'obiettivo di uccidere S. R.. Furono quaranta i proiettili che, oltre ad abbattere l'obiettivo, ferirono L. F. e raggiunsero Silvia Ruotolo alla tempia, uccidendola sul colpo. Uno dei killer, poi, collaborò alla identificazione di tutto il gruppo di fuoco.


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L'assassinio di Silvia Ruotolo, cugina di Sandro Ruotolo, all'epoca giornalista della Rai (oggi senatore) e collaboratore di Michele Santoro, e del fratello gemello di quest'ultimo, Guido Ruotolo, giornalista de La Stampa, ebbe grande eco mediatica e fece emergere del tutto la gravità e la pericolosità del fenomeno camorristico per i cittadini. Sono passati 25 anni da quel maledetto giorno, la città di Napoli non dimentica. E resta il solito quesito: la situazione è migliorata o peggiorata?


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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