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Napoli-Juventus, Pastore cita Federico Garcia Lorca: "Sentiti i telecronisti di DAZN?"

"Al Napoli, i rigori li danno solo se interviene il Var. Che, purtroppo, qualche volta è anch'esso distratto", l'affondo del noto giornalista.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

04/03/2024 15:29 - Altre notizie
Napoli-Juventus, Pastore cita Federico Garcia Lorca: Sentiti i telecronisti di DAZN?

Rosario Pastore, giornalista, in passato firma autorevole de La Gazzetta dello Sport, ha commentato la vittoria del Napoli sulla Juventus attraverso i propri canali social. Queste le sue parole: "Verde que te quiero verde...": sono convinto che tanti miei amici ricordino questo verso di "Romance sonàmbulo" scritto da uno dei miei poeti preferiti, Federico Garcia Lorca. "Verde que te quiero verde": verde come quel sorriso stentato stampato sulla bocca di Allegri negli ultimi minti di Napoli-Juventus, dopo il gol del 2-1 di Raspadori. Pareva volesse dire, il mister bianconero: "Ma tu guarda 'sta squadra, che mi sta battendo immeritatamente e con tanta fortuna. Noi siamo superiori, siamo la juventus, vuol dire che vi lasceremo questi tre miserabili punti, se proprio vi sbattete tanto". Quel sorriso verde che poi esibirà anche nell'intervista successiva, cercando di nascondere tutto il proprio disappunto dietro frasi di circostanza".

"Verde que te quiero verde", verde come la speranza, forse assurda, forse impossibile, forse del tutto irrealizzabile ma che pure c'è, è rinata alla grande dopo i minuti giocati al Maradona. Su, diciamo la verità - ha aggiunto Pastore - chi ci credeva seriamente che il Napoli potesse così, d'incanto, rialzare la testa e far rivivere d'un tratto bagliori antichi che parevano appartenere ad un passato lontano, anche se ancora così vicino? E invece, la squadra è tornata e dà l'impressione di voler riscattare tutto il male che ha fatto al suo popolo per tanti, troppi mesi. Chiaramente non dico che ce l'ha fatta, resta ancora tanto cammino da percorrere, sono ancora tanti quei punti di distacco dal Bologna-miracolo che occupa attualmente la quarta posizione. Ma quel colore, quel verde brillante che regala fiducia, si è affacciato con prepotenza. E il popolo se ne impadronisce. E mi pare obbligatorio, a questo punto, inviare un pensiero grato a Calzona. Che sta liberando la mente dei giocatori da tutti i fantasmi che l'affollavano e dalle troppe sbandate tattiche imposte dal duo Garcia-Mazzarri".


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Ed ha proseguito: "Verde que te quiero verde", verde come l'età ancora tenera di tanti nostri campioni e campioncini. Come quella di Kvaratskhelia e Raspadori, per esempio. I due autori dei gol-vittoria. Il primo, chi  lo dimentica più? Quel tiro a volo, in mezza girata, in perfetta coordinazione che ha fatto esplodere d'entusiasmo lo stadio. C'era stata tanta paura, prima, con le occasioni sprecate dagli attaccanti bianconeri, specie da un Vlahovic, ieri con le polveri bagnate. Ma la prodezza del georgiano li aveva fatti svanire, quei timori, anche se temporaneamente. Perché poi sarebbero tornati, prima con le pericolose incursioni dei bianconeri poi con la rete dell pareggio di Chiesa. Ed eccolo, l'altro ragazzino della nidiata azzurra, quel Raspadori alquali chi intende di calcio continua a voler bene, perché sa che c'è tanta stoffa in quello scugnizzo. Lo avete visto, lo abbiamo visto tutti come, partendo da almeno un paio di metri dal limite, si è avventato in area subito dopo il tocco di Osimehn al pallone. L'avete vista, l'abbiamo vista con che rabbia l'ha raggiunta quella palla deviata dal poriere polacco e l'ha scaraventata in rete, la sua quarta contro la Juve, la seconda dopo quella dello scudetto dell'anno scorso. Ed il Maradona è esploso per la seconda volta, stavolta definitivamente. Il quinto consecutivo successo raggiunto in casa ai danni della Vecchia. 

Poi ha concluso: "Verde que te quiero verde", come il viso del conduttore di Dazn che doveva annunciare la decisione del Napoli di non concedere alla Rete le interviste del dopopartita. Francamente, non ne conosco il motivo e se qualcuno lo conosce mi farà la cortesia di informarmi, Personalmente, penso che se la causa è il tono con il quale i telecronsti e gli opinionisti di Dazn trattano la squadra, la decisione è condivisibile. Anche ieri sera Gianluigi Pardo e Massimo Ambrosini non riuscivano a nascondere un trasporto particolare per colori che non erano l'azzurro. Lo dico senza nulla togliere alla professionalità dei due, ma l'esultanza dopo il gol di Chiesa, presentato come il massimo prodotto di una classe purissima, dopo aver trattato come cosa normale la grande bellezza della rete di Kvara mi è parsa eagerata. Inoltre,  i tentennamenti nell'episodio del rigore su Osimehn da parte di Nonge (entrato in campo al 21' e sostituito con Danilo da Allegri, che classe!, dopo il fallo sul nigeriano) sono stati sorprendenti. Ed a tal proposito, quel Mariani che, con l'attaccante napoletano a terra, dolorante, faceva ampi gesti come a dire: continuate, non è successo niente, ricorda una storia ormai scontata. Al Napoli, i rigori li danno solo se interviene il Var. Che, purtroppo, qualche volta è anch'esso distratto. Ed è per questo che la magnanimità di un amico-giornalista, Luca Cirillo, che nei giorni scorsi ha voluto benignamente assolvere un certo arbitro Di Bello per le nefandezza di Milan-Lazio, non riesco a condividerla. Siamo assediati da arbitri mediocri, purtroppo. Ma qui, se non arriva una piccola grande rivoluzione, c'è ben poco da fare".


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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